Gazidis: “Progetto Milan ambizioso. Ibra ha un lato tenero. Maldini già al top”

Maxi-intervista a Ivan Gazidis da parte del Corriere dello Sport. Tutto sul progetto Milan e sul rapporto con Ibrahimovic.

Gazidis
Ivan Gazidis (acmilan.com)

Tra i maggiori artefici, a livello strategico e societario, della crescita del Milan vi è sicuramente anche Ivan Gazidis. L’amministratore delegato rossonero ha spesso agito nell’ombra, senza proclami o mosse in mondovisione. Ma si sta confermato un dirigente dalle idee progressiste e dalla alta capacità di gestione.

Gazidis ha risposto oggi alle numerose domande del Corriere dello Sport. Il quotidiano lo ha interpellato sui progetti futuri e sul modo di agire nel Milan: “La sfida era quella di far acquisire una mentalità ottimista ad un club che veniva da anni difficili. A volte si ha bisogno di ingenuità, oltre che di carattere, forza, chiarezza e costanza”.

Il percorso durante l’ultimo difficile anno: “Abbiamo imparato qualcosa negli ultimi dodici mesi e abbiamo il dovere di sfruttare le nuove informazioni. Il Covid c’entra fino a un certo punto, le difficoltà erano evidenti anche prima del lockdown. Il nostro obiettivo è continuare a essere ambiziosi e ottimisti, migliorare la squadra seguendo il giusto cammino e coniugando risultati e stabilità finanziaria. Questo è importante, perché senza la stabilità la squadra ripiomba nell’incertezza. Servono disciplina e chiarezza. L’attenzione continuerà a essere focalizzata sui giocatori giovani, con alcuni elementi esperti. Ciò che sta succedendo con i nostri tifosi è davvero speciale, mai visto prima. La fiducia sta crescendo. Non ho mai visto niente di simile a ciò che è successo a Casa Milan: vedere i nostri tifosi sotto gli uffici per esprimerci il loro supporto è stato un segnale estremamente potente: questo senso di unità e condivisione è una spinta eccezionale”.

Il suo rapporto con Paolo Maldini: “Da fuori la gente può pensare che ognuno operi all’interno di perimetri fissi, le cose non stanno così. Noi lavoriamo come un team, con altre persone coinvolte, non solo Maldini e Massara. Ho creduto in Paolo fin dal primo momento, sapevo che sarebbe potuto diventare un direttore sportivo top level, ed è proprio ciò che è oggi”.


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Interessanti le parole di Gazidis su Zlatan Ibrahimovic: “È stato sorprendente conoscere Ibra. È straordinariamente divisivo: o lo ami o lo odi. Penso che investa su questa caratteristica per motivare se stesso. È un uomo molto intelligente e ha anche un lato soft, che esprime nel rapporto con la squadra. Non è sufficiente ruggire come un leone sul campo per guadagnarsi il rispetto dei compagni. Sono molto utili i momenti – diciamo così – di tenerezza. Una parte di lui è destinata all’immagine pubblica. Prevale comunque la componente motivazionale: Ibra non si accontenta mai, è sempre sopra le righe, il leone se lo sente addosso. E ovviamente non pensa di essere Dio. Come Ibra mi ha sorpreso per il suo lato tenero, così Pioli mi ha colpito per il carattere. Mi ha impressionato la forza di Stefano, oltre alla sua sensibilità”.

Maldini, Massara e Gazidis (© Getty Images)

Sul progetto di un Milan ‘giovane’: “Quando arrivai al Milan, credo addirittura il primo giorno, dissi che avremmo costruito la squadra sui giovani, ma senza escludere elementi esperti che avrebbero rafforzato il gruppo dandogli una guida. Non ho mai detto no a Ibra. Anzi, fu lui a dirci di no un anno, non voleva lasciare i Galaxy. Ne favorii l’arrivo e, per di più, suggerii l’acquisto di Fabregas, che non andò in porto per altre ragioni”.

L’a.d. rossonero parla anche dell’addio di Donnarumma: “Non voglio rivelare i dettagli, né la tempistica, e non conosco i confini del rapporto tra Gigio e Raiola. Alla fine, ovviamente, la decisione è sempre del calciatore. Quello che posso dire è che Gigio è stato un professionista eccezionale, in ogni singolo giorno, e nell’ultima partita contro l’Atalanta non c’era nessuno più felice di lui per la qualificazione in Champions. Nutro una stima assoluta nei suoi confronti, così come rispetto le sue scelte. Nessun accento negativo. Ha fatto ciò che pensava fosse meglio per lui, e ci sono alcune ragioni dalla sua parte, ma non indico quali”.

Superlega, Gazidis ammette: “Il calcio ragioni sull’origine dei mali”

Il dirigente Milan non poteva non parlare del progetto Superlega: “La Superlega, per come era stata concepita, è morta. Tuttavia, i problemi che hanno portato a quel progetto rimangono inalterati. Tutti nel calcio, in particolar modo coloro che sono incaricati di regolamentarlo, devono riflettere seriamente sulle origini dei mali e su cosa si può fare – insieme – per ottenere un calcio migliore e sostenibile. Gianni Infantino ha detto qualcosa al riguardo, non mi faccia aggiungere altro… La gente parla di avidità. Il nostro club ha perso 200 milioni l’anno scorso. È forse da avidi provare a inseguire lo zero, il punto di pareggio? È da avidi affermare che saremmo felici se lo raggiungessimo? Perdere 200 milioni significa che qualcosa si è rotto. Non siamo un unicum, riguarda tutti”.

Gazidis chiude il discorso con il progetto del nuovo stadio a Milano: “Se guardiamo alla Premier, la base del rilancio sono stati gli stadi. Quando il calcio inglese ha toccato il fondo, il governo ha incoraggiato la costruzione di nuovi impianti. La comodità dei posti e la facilità dell’accesso all’evento hanno migliorato il rapporto pubblico-calcio. Il problema in Italia è la burocrazia. Se il Milan riuscisse ad avere il suo stadio, uno dei migliori al mondo, potremo dare il via a qualcosa di bello anche qui”.