L’ex Maiorino: “Proposi al Milan il talento spagnolo, ma non si fidarono”

Il Milan poteva ingaggiare uno dei migliori talenti della Nazionale spagnola, ma l’operazione non si concretizzò ai tempi.

Rocco Maiorino
Rocco Maiorino (foto Las Palmas)

Questa sera la Spagna cercherà la prima vittoria ad EURO 2020, dopo un debutto tutt’altro che fortunato nella prima sfida contro la Svezia. Tra i titolari della Roja sicuramente vi sarà uno dei migliori e più giovani talenti iberici in circolazione.

Ovvero Pedro González López, meglio conosciuto da tutti come Pedri. Un centrocampista tuttofare, che milita nel Barcellona e che a soli 18 anni è già un titolare della propria nazionale maggiore. Cresciuto nelle giovanili del Las Palmas, il ragazzo classe 2002 ha avuto un’esplosione inaspettata e improvvisa.

Chi lo conosce bene è certamente Rocco Maionino, ex direttore sportivo del Milan che in passato ha lavorato anche nella società delle isole Canarie. Intervistato oggi dal Corriere dello Sport, Maiorino ha parlato di Pedri e di quello che poteva essere il suo futuro.


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Maiorino ha visto esplodere Pedri davanti ai propri occhi, quando era ancora un talento in erba e non maggiorenne. Oggi non fa fatica ad esprimersi al top con il Barcellona, segno di un talento invidiabile. L’ex rossonero ha raccontato un retroscena che riguarda proprio il Milan.

Il vecchio braccio destro di Adriano Galliani propose il profilo di Pedri qualche anno fa anche al Milan, ma la dirigenza non fu pronta e sicura di fare l’investimento: “Ero sicuro che Pedri sarebbe arrivato a certi livelli ma non pensavo così rapidamente. È stato bravo il Barcellona a crederci. Il Milan? Per un dovere morale avevo chiamato il club in cui ho trascorso 15 anni della mia vita. L’hanno visionato, ma non era un’operazione facile, me ne rendo conto. Non potevano prenderlo a scatola chiusa. Il Barça invece s’è fidato ed è andata bene”.

In effetti qualche tempo fa Pedri fu accostato al Milan prima dell’inserimento del Barcellona. Ma fu soltanto una suggestione promossa da Maiorino, che non trovò evidentemente riscontro nelle scelte societarie. Un peccato, visto che il 18enne rappresenta già oggi il presente ed il futuro del calcio spagnolo.