Ballo-Touré: “Accolto benissimo nel Milan. Maignan un fratello maggiore”

Il Milan oggi presenta ufficialmente a Milanello uno degli ultimi acquisti, ovvero il terzino franco-senegalese ex Monaco.

Fodé Ballo-Touré
Fodé Ballo-Touré (acmilan.com)

Il Milan oggi presenta ufficialmente alla stampa uno degli ultimi arrivati nella rosa di Stefano Pioli. Alle ore 13:30 andrà in scena la conferenza stampa di Fodé Ballo-Touré, terzino sinistro franco-senegalese acquistato dal Monaco per circa 4,5 milioni di euro.

Ballo-Touré è stato scelto dai dirigenti come alternativa a Theo Hernandez, sulla corsia mancina di difesa. Terzino classe 1997, cresciuto nel PSG ed esploso nel Lille, Ballo-Touré ha voglia di rilanciarsi nella nostra Serie A. Ecco le sue prime dichiarazioni pubbliche da Milanello.


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Le parole di Ballo-Touré alla stampa

Prima domanda sul motivo di scegliere il Milan: “Buongiorno, prima di tutto sono molto contento di essere qui. Prima Maldini e Massara hanno contattato il mio agente, io non ci credevo. Poi hanno parlato col Monaco, ci ho creduto quando sono arrivato a Milano e mi hanno accolto benissimo”.

L’ambientamento a Milanello: “Primi giorni molto buoni, sono stato accolto benissimo. Già conoscevo alcuni compagni, gli altri mi hanno accolto amichevolmente. L’italiano già lo capisco un po’. Il mister? Mi ha spiegato cosa si aspetta da me, è stato subito molto disponibile e mi ha chiesto di rivolgermi a lui per qualsiasi problema”.

Sulla possibilità di giocare in maniera offensiva: “Uno dei criteri su cui migliorare è la zona-gol. Devo affinarmi, come fa già benissimo Theo Hernandez”.

Le differenze con Theo: “Ognuno ha il proprio stile di gioco, quello che mi accomuna a Theo è di essere anche io molto veloce, la rapidità di intervento. Ognuno si deve distinguere con le proprie qualità”.

L’amicizia con Maignan: “Sono molto contento di ritrovarlo, come lui è contento di essere qui. Siamo cresciuti insieme, anche se siamo cambiati. A PSG e poi al Lille abbiamo giocato insieme. Per me è un fratello maggiore, mi ha sempre dato ottimi consigli. Resterà un amico ed è bello ritrovarlo al Milan”.

La sfida a Tomori in Youth League nel 2016: “Mi fa piacere, contento di ritrovarlo qui. Non abbiamo parlato di quella finale l’uno contro l’altro. Il mondo dello sport è piccolo, si finisce per ritrovarsi spesso”.

L’importanza di Maldini nella trattativa: “Sono felice che Paolo Maldini mi ha voluto nel suo club, mi ha dato fiducia. E’ un modello anche al di fuori del calcio. Paragoni? Non ne faccio, spero solo mi dia molti consigli. Non ho dei riferimenti precisi, da piccolo amavo gli attaccanti. Non ho nessuna ispirazione”.

Con Pioli il salto di qualità definitivo? “Sicuramente lui ci tiene molto alla tecnica, al nostro ruolo sulle fasce, dà importanza ai terzini. La concentrazione giusta è ciò che conta, saper spingere quando serve. L’essere qui mi aiuterà a crescere”.

Sulla scelta del numero 5: “Direi che il 3 ed il 5 sono tipicamente assegnati ai terzini. Il 3 ovviamente non si può prendere ed allora ho scelto l’altro”.

Le sue qualità e caratteristiche: “Potrò anche io migliorare nelle capacità difensive in Serie A. Mi contraddistingue una certa aggressività e sicuramente la velocità”.

Cosa non ha funzionato al Monaco? “E’ il calcio, in alcune cose si riesce ed in altre meno, ci sono gli alti e bassi. Ora sono qua e voglio lavorare duramente per dare il mio meglio al Milan”.

La motivazione per arrivare al Milan nonostante la presenza di Theo Hernandez: “Il Milan è un’opportunità incredibile, non potevo farmela sfuggire. Posso crescere e migliorarmi in un club così importante. Poi sarà il mister a scegliere, io sono qui per lavorare”.

Il doppio impegno con la Coppa d’Africa: “Sarà bello rappresentare la mia nazione. Poi sono discorsi che farò con il club, prenderemo tutte le decisioni finali insieme”.

I tanti calciatori francesi al Milan: “Mi aiuterà molto, avrò una mano a farmi capire e potrò parlare la mia stessa lingua. Un piacere che ci siano loro, mi faranno sentire più a mio agio”.

Le difficoltà per un giocatore francese in Italia a livello tattico: “In Francia il campionato è più fisico, un gioco molto intenso. Ho visto che in Serie A si punta più alla tattica, bisogna restare concentrati. Restare attenti dall’inizio alla fine, tutte le difficoltà saranno affrontate”.