Borini: “Calabria non mi sorprende. Kjaer è cambiato totalmente”

Fabio Borini – intervistato da gazzetta.it – parla in vista di Roma-Milan. Le dichiarazioni del calciatore, ex di entrambe le squadre

L’importante vittoria contro il Torino è ormai in archivio da un paio di giorni. In casa Milan, tutte le attenzioni sono già alla trasferta delicata di Roma, dove domenica sera si affronterà la squadra di Jose Mourinho. Mancano tre partite prima della nuova sosta, tre partite, contro Roma, Porto e Inter, che diranno molto della stagione del Milan.

Fabio Borini
Fabio Borini (© Getty Images)

Ma un passo alla volta, testa dunque ai giallorossi, che sono reduci dal pareggio contro il Napoli e il successo in rimonta con il Cagliari. Non sarà per nulla facile ma un risultato positivo sarebbe importante nella corsa ai primi quattro posti.

In vista di Roma-Milan, ‘gazzetta.it’, ha intervistato Fabio Borini, ex di entrambe le squadre. L’attaccante, che oggi in Turchia, nelle file del Karagümrück, ha parlato dei rossoneri, dove giocano calciatori che lui ovviamente conosce bene: “Alcuni calciatori non mi stanno sorprendendo – afferma Borini -. Se devo citarne uno dico Davide Calabria: un lavoratore, ha sempre messo la squadra davanti a tutto. Kjaer? È cambiato totalmente, gli è scattato qualcosa dentro. Lo vedi da come si muove, da come gioca, dal linguaggio del corpo. Prima sembrava un po’ più fragile, ma non dimentichiamoci che aveva solo 22 anni”

Il pronostico su Roma-Milan – “Mourinho queste partite non le sbaglia. A volte ti porta a giocare male, a commettere l’errore. È uno dei suoi pregi”.

Un jolly al Milan

Immancabile un accenno sul passato in rossonero, dove ha ricoperto davvero tutti i ruoli, giocando da terzino ma anche da mezzala e chiaramente da attaccante, centrale ed esterno. Un vero e proprio jolly:  “Non so se è stato positivo – afferma Borini – Premetto che ho sempre messo la squadra al primo posto, e che mi sono sempre adattato a ciò che volevano gli allenatori. Mi è mancato giusto giocare in porta o da difensore centrale. Le mie qualità venivano messe in secondo piano per il bene della squadra, e in pochi hanno sottolineato il fatto che non ho quasi mai giocato nel mio ruolo, ma ho le spalle larghe”.