Tiago Pinto furioso: “Roma danneggiata. Su Ibra non era rigore”

Roma arrabbiata per alcuni episodi arbitrali avvenuti contro il Milan: protesta anche Tiago Pinto.

All’indomani di Roma-Milan proseguono i dibattiti sull’operato dell’arbitro Fabio Maresca, criticato sia in campo che fuori. Alcune sue decisioni non hanno convinto e sono oggetto di discussioni.

Tiago Pinto
Tiago Pinto (©LaPresse)

A lamentarsi delle scelte del fischietto campano è soprattutto la squadra giallorossa, che ha manifestato il proprio disappunto sia con José Mourinho che con Gianluca Mancini nel post-partita. Oggi, però, ha parlato anche Tiago Pinto.

Il direttore sportivo della Roma in un’intervista a Sky Sport ha espresso la sua posizione dopo quanto avvenuto: «Il Milan ha fatto una grande partita e magari ha meritato la vittoria. Non parlo di arbitraggio per nascondere quelle che possono essere le debolezze della Roma, ma non possiamo nascondere quello che è successo ieri e in queste undici partite. I criteri arbitrali sono così diversi che io forse non riesco a capire. Situazioni uguali hanno valutazioni opposte».


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A Tiago Pinto viene chiesto quali siano gli episodi specifici a cui fa riferimento e ne cita alcuni capitati ai giallorossi durante la stagione, includendo ovviamente anche alcuni della sfida contro la squadra di Stefano Pioli: «È chiaro che il rigore su Ibrahimovic non c’è, non c’è fallo, Ibanez prende la palla. Il VAR ha chiamato l’arbitro perché c’era un errore chiaro, però purtroppo è stata confermata la scelta. Nell’ultimo minuto c’era un rigore su Pellegrini per contatto con Kjaer. Il VAR non ha chiamato l’arbitro forse perché prima era stato ignorato. In Inter-Juventus il VAR ha chiamato per un contatto più leggero. La Roma si sente danneggiata».

Il dirigente della Roma aggiunge anche altre considerazioni: «Non posso nascondere che in queste undici partite di campionato ci sono state situazioni in cui la squadra è stata danneggiata. Come noi dobbiamo migliorare e prenderci le nostre responsabilità come professionisti, è anche il momento di dire basta perché la Roma e i suoi tifosi meritano rispetto. Non è un problema non solo della Roma quello dei criteri arbitrali. Si rischia di perdere credibilità».