Milan, Pioli: “Sono severo e voglio il massimo. Leao mi preoccupava, poi ho capito”

Le parole di mister Stefano Pioli. Il tecnico del Milan è stato intervistato in Inghilterra. Le sue dichiarazioni a The Guardian

Lunga intervista rilasciata da Stefano Pioli. Il tecnico del Milan ha parlato a ‘The Guardian’: tanti gli argomenti trattati. Fari puntati su Leao e Tomori ma non solo.

Stefano Pioli
Stefano Pioli (©LaPresse)

 

Ecco le dichiarazioni del tecnico rossonero al giornale inglese: “Se non vincerò trofei quest’anno mia madre me lo ricorderà, ed è giusto così. Mio padre era quello tenero, mia madre è quella tosta. Così deve essere perché così ottieni il massimo da qualcuno. Per valorizzare un calciatore devi arrivare alla persona. Si tratta di ragazzi, ognuno con le proprie difficoltà e lati emotivi.

Sono severo come mia madre: non tollero la mediocrità, né che non si facciano sforzi per migliorare. Se vedo giocatori esigenti con se stessi, allora divento un supporto positivo più che un amico. Quando non vedo quel livello di tensione, allora devo chiedere di più”

Leao sorride mentre gioca – “All’inizio mi preoccupavo, poi ho capito che quella è semplicemente la sua faccia. È bello essere se stessi. Divertirsi è fondamentale: il calcio è passione, è divertimento, è entusiasmo”.


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La crescita di Tomori

Inevitabile un accenno all’unico giocatore inglese nella rosa del Milan, Fikayo Tomori – “Avevo visto in Fik caratteristiche impressionanti ma è stato una sorpresa – prosegue Pioli -. Ha tutto quello di cui avevamo bisogno ed è molto serio e calmo. Sempre determinato, entusiasta, positivo. Con lui bastano poche parole. È cresciuto molto in questi due anni, ma può ancora crescere di più. Dato che è più veloce del difensore medio, a volte si prende troppi rischi cercando un anticipo troppo presto. Deve imparere ad aspettare in certe situazioni. Ma è un ragazzo così intelligente che migliorerà anche in questo”.

Spezia – “Il comportamento dei miei giocatori è stato immenso – conferma il mister rossonero -. Hanno mostrato rispetto per i valori sportivi e verso una persona che ha sbagliato. Tutti commettiamo degli errori: non dobbiamo sentirci superiori, né meno degni degli altri”.