Nuovo stadio Milan-Inter, tifosi spazientiti: lettera al sindaco Sala

Lo standby riguardante il nuovo stadio che dovrebbe sorgere a San Siro non spazientisce solamente i club, anche i tifosi: messaggio al sindaco Sala.

Milan e Inter non sono affatto contente della lentezza dell’iter che dovrebbe portare alla realizzazione del progetto stadio. Pensavano che dopo la dichiarazione di pubblica utilità della Giunta si potesse procedere in maniera più spedita.

Giuseppe Sala
Giuseppe Sala (©Ansa Foto)

Invece, la questione potrebbe essere oggetto di un “pubblico dibattito” che può durare diversi mesi. Inoltre, alcuni comitati contrari al nuovo impianto sportivo sono impegnati nella raccolta firma per un referendum.

Alessandro Antonello, amministratore delegato nerazzurro, non a caso ha dichiarato che le due società hanno iniziato a valutare anche altre opzioni per costruire il nuovo stadio. Opzioni che non sono solo lontane da San Siro, ma anche fuori da Milano. L’abbandono della città da parte delle squadre sarebbe un grosso smacco per il Comune.

Nuovo San Siro, i cittadini scrivono al sindaco Sala

Giuseppe Sala, sindaco del capoluogo lombardo, sa benissimo che sarebbe un enorme danno per la città perdere Milan e Inter. Inoltre, rimanere con lo stadio Giuseppe Meazza da utilizzare solo per qualche singolo evento sarebbe un grosso problema. Ora i club elargiscono una cospicua somma per l’affitto dello stadio e l’amministrazione si ritroverebbe in uno scenario non auspicabile.

Nuovo stadio Cattedrale Populous
Nuovo stadio Milan-Inter- La Cattedrale di Populous (©Ansa Foto)

Sala spera che alla fine tutto fili liscio, con Milan e Inter che rimangono a San Siro con un nuovo stadio. È consapevole delle problematiche a cui andrebbe incontro se si verificasse un altro scenario.

Se i club sono spazientiti dalla situazione, anche i tifosi iniziano ad avere del malumore. Ciò è testimoniato, ad esempio, dal Comitato Progetto San Siro. Si tratta di un gruppo di cittadini favorevoli alla realizzazione di un nuovo impianto sportivo e che ha scritto su Facebook un messaggio indirizzato al sindaco di Milano.

«Stanchi della mancanza dj chiarezza abbiamo scritto al sindaco Sala per far sentire la voce anche dei molti cittadini a favore del progetto del nuovo stadio!

Da maggioranza silenziosa, essendo a favore, abbiamo aspettato con pazienza e fiducia in questi ultimi due anni, che venissero prese delle decisioni definitive sulla partenza del progetto, senza sbraitare, senza fare inutile propaganda negativa, senza organizzare piccole manifestazioni con il solito manipolo di pochi cittadini contrari. Abbiamo evidentemente sbagliato a non far sentire le nostre ragioni e visioni “positive” sul progetto, convinti che il Comune non avrebbe, alla fine, potuto dare parere negativo ad un investimento privato così importante che avrebbe permesso una totale riqualificazione di uno dei quartieri di Milano da tempo identificato come assolutamente bisognoso di interventi data la crescente situazione di degrado.

Ma adesso siamo preoccupati, leggiamo in queste ore che i due club coinvolti stanno ormai seriamente valutando di costruire il nuovo stadio fuori dall’area di San Siro spostando i loro interessi verso Sesto San Giovanni, Segrate o San Donato, stanchi di aspettare delle decisioni definitive e stanchi che il Comune non prenda una posizione lasciando che vadano avanti ricorsi al Tar e tentativi di raccolte firme per un referendum senza senso da parte dei comitati contrari al progetto, rappresentati sempre dalle stesse pochissime persone che tentano di bloccare qualsiasi iniziativa.

E a questo punto ci chiediamo e le chiediamo:

  • Se i club abbandoneranno San Siro e costruiranno lo stadio altrove, cosa ne sarà del nostro quartiere?
  • Resteremo con una cattedrale di cemento, circondata da enormi piazzali vuoti, inutilizzata se non per le poche serate estive dei concerti?
  • Quanto una situazione del genere andrà ad impattare sulla vita del quartiere a livello di ulteriore abbandono, violenza, poca sicurezza che non potranno che peggiorare rispetto alla situazione attuale?
  • Che tipo di investimenti prevede il Comune per riqualificare il quartiere San Siro in assenza di investimenti privati, dando più verde, più servizi, sistemando le aree limitrofe allo stadio che rappresentano le situazioni più preoccupanti?
  • Come farà il Comune a mantenere lo stadio attuale, ormai obsoleto, che ha dei costi di gestione intorno ai 5/10 milioni di euro all’anno senza il contributo delle squadre che andranno a giocare altrove?

Come comitato Progetto San Siro abbiamo sempre creduto che il progetto del nuovo stadio andasse portato avanti proprio per poter dare al quartiere una nuova linfa e un nuovo volto, esattamente come avvenuto in altri quartieri della città come City Life, Santa Giulia, Isola. Ci chiediamo come mai della nostra zona, in teoria una delle più belle potenzialmente di Milano, il Comune non si interessi da anni.

Abbiamo sempre espresso un parere favorevole al progetto ponendo dei paletti, chiedendo più verde rispetto a quanto proposto inizialmente, più servizi correlati, una maggiore distanza dalle case di via Tesio, parcheggi sotterranei, ma vogliamo fortemente che vada avanti perché la vediamo come l’unica possibilità di dare finalmente anche a questa parte di Milano gli investimenti che merita.

Non siamo dei pazzi che chiedono cementificazione senza senso, non siamo dei pazzi che non rispettano l’ambiente, ma siamo convinti che i progetti proposti, peraltro fortemente ecosostenibili e con una quota di verde superiore a quella attuale, danno al quartiere la possibilità di tornare ad essere un polo sportivo di attrazione internazionale e vanno sfruttati prima possibile.

A questo punto le chiediamo, caro Sindaco, un incontro per capire quali sono le risposte alle nostre tante domande. Avete dato fino adesso tantissimo spazio alle pochissime voci contrarie, ma si sa chi urla più forte, anche se è solo, si sente spesso di più di una maggioranza silenziosa e rispettosa: adesso anche noi vogliamo delle risposte e vogliamo far sentire la nostra voce, la fiducia purtroppo non ci sta portando da nessuna parte».