Milan, maglia del 1995-1996: cosa fanno oggi i campioni che l’hanno indossata

Il Milan ha rimesso in commercio le gloriose maglie della stagione 1995/1996. Ecco che fine hanno fatto i protagonisti di quell’annata

Oggi è una giornata molto bella per i tifosi storici milanisti e con qualche anno in più rispetto ai giovani. Il motivo? Molto semplice. Il Milan ha deciso di tornare a produrre e vendere, ovviamente per un periodo limitato e online, le storiche maglie della stagione 1995/1996.

Il confronto tra le maglie 1995-1996 ieri e oggi
Il confronto tra le maglie 1995-1996 ieri e oggi

Quella fu una stagione non troppo esaltante per il Milan, perché anche se arrivò la vittoria dello Scudetto ci furono anche due amare eliminazioni, entrambe ai quarti di finale, in Coppa Italia e in Coppa Uefa. Una stagione particolare perché rappresentò una vera e propria nuova era: fu l’annata del post Van Basten. Il campione olandese decise di lasciare il calcio dopo otto anni al Milan per i problemi alla caviglia che lo tartassavano ormai da diverso tempo. Il 1996 si rivelò un anno storico per il club anche per un altro motivo ben preciso: nacque infatti il sito ufficiale www.acmilan.com

C’era già un giovane Paolo Maldini, assieme al capitano Franco Baresi, così come c’era Fabio Capello in panchina e Silvio Berlusconi nel ruolo di presidente. Un’altra epoca, un altro Milan, ma sempre glorioso. Quelle divise erano meravigliose, tanto che la seconda è rimasta negli annali del calcio. Gli storici sponsor Lotto e Opel, i pantaloncini e calzettoni bianchi, la terza maglia gialla e la quarta blu. Sembra di rivivere un mondo ormai perduto, che si è inevitabilmente evoluto. Ma pensateci per un attimo: quanto sarebbe bello poter fare un tuffo nel passato? Noi proviamo ad aiutarvi, andando a rispolverare quella che era la “formazione tipo” di quell’anno e andando soprattutto a vedere cosa fanno oggi i Campioni d’Italia di quella stagione.

FORMAZIONE TIPO: Rossi, Panucci, Costacurta, Baresi, Maldini, Eranio, Desailly, Albertini, Weah, Savicevic, Baggio.

Che fine hanno fatto i rossoneri del 1995/1996

Sebastiano Rossi, portiere del Milan, si è allontanato dal mondo del calcio. Il suo carattere aggressivo e deciso (diverso da ciò che faceva vedere in campo) lo ha in un qualche modo coinvolto in situazioni spiacevoli, come ad esempio l’arresto per aggressione a pubblico ufficiale nel 2011. Poi nel 2014 fu indagato per spaccio di droga.

Christian Panucci è attualmente un allenatore. E’ stato il ct dell’Albania dal 2017 al 2019, ma ha allenato anche in Serie B. In precedenza anche opinionista sportivo, al momento è senza squadra.

Billy Costacurta è un opinionista sportivo di Sky Sport. Punto fisso della programmazione televisiva sportiva, ricorda spesso i trascorsi al Milan quando l’allenatore era proprio Fabio Capello.

Franco Baresi, icona rossonera, è da una vita all’interno della società. Oggi è un punto fisso della rinascita del Milan, nel ruolo di vicepresidente onorario. Prima, con la proprietà cinese, era brand ambassador.

Paolo Maldini, così come Baresi, può ritenersi una leggenda del Milan. Proprio come il suo predecessore nel ruolo di capitano è protagonista del nuovo Milan targato Stefano Pioli, nel ruolo di direttore tecnico. Ha ridato serietà ad una società che stava perdendo tutto il suo carisma ed ora vuole riportarla ai vertici italiani e internazionali.

Stefano Eranio è diventato un allenatore, anche se al momento è libero e non vincolato con alcuna squadra. Dal 2004 al 2006 è stato mister anche all’interno delle giovanili rossonere. Nel 2015 era diventato commentatore tecnico con l’emittente svizzera RSI, ma fu mandato via dopo alcune frasi ritenute discriminatorie e razziste dalla stessa emittente.

Marcel Desailly è anche lui un opinionista sportivo. Nel 2006 ha avuto l’onore di commentare per una emittente francese il Mondiale in cui ha trionfato l’Italia, mentre dal 2018 collabora con beIN Sports. E’ stato ambasciatore per il campionato d’Europa 2020, scelto proprio dalla UEFA.

Demetrio Albertini, come i suoi “colleghi” è rimasto nel mondo del calcio. Lo ha fatto assumendo un ruolo importante all’interno dell’Associazione Italiana Calciatori, sempre molto attento alle varie dinamiche che vedono protagonisti i giocatori. Nel 2o19 è stato eletto, e confermato nel 2021, presidente del settore tecnico della FIGC.

George Weah è quello che, forse, ha intrapreso la strada più sbalorditiva: quella della politica. Ritiratosi dal calcio giocato nel 2002, tre anni dopo decise di dedicarsi alla vita politica del suo Paese, la Liberia. Prova a diventare Presidente sin dal 2005, ma perde due elezioni. Riesce però a vincere ed a diventare a tutti gli effetti Presidente della Liberia nel 2017.

Dejan Savicevic si ritira nel 2001 e diventa allenatore della nazionale della Jugoslavia poi diventata Serbia e Montenegro. Con l’Indipendenza ottenuta dal Montenegro, nel 2007 Savicevic diventa il presidente della Federazione Calcistica Montenegrina e mantiene questa carica ancora oggi.

Roberto Baggio, il Divin Codino, oggi è lontano dal calcio. Si dedica alla famiglia, al cibo e al vino. Ama girare l’Italia con la sua Panda 4×4, tanto che questa è stata ribattezzata dai suoi fan “Divin Pandino”. Continua a praticare il buddhismo, che lo accompagna nella sua vita da ormai più di 30 anni.

Savicevic e Baggio nella stagione 1995-1996
Savicevic e Baggio nella stagione 1995-1996 (©LaPresse)

La panchina: Donadoni e gli altri

C’era Mario Ielpo, secondo portiere, oggi avvocato. Roberto Donadoni, che al termine di quella stagione fu ceduto. Oggi è un allenatore, attualmente senza squadra, ma è stato anche ct della Nazionale Italiana dopo Marcello Lippi, dal 2006 al 2008.

Non si possono non nominare Massimo Ambrosini e Paolo Di Canio, oggi entrambi opinionisti sportivi e commentatori tecnici: il primo per Dazn e Prime Video, l’altro per Sky. In quella squadra era presente anche Mauro Tassotti, oggi vice allenatore e braccio destro di Andriy Shevchenko. E’ stato il secondo allenatore anche del Milan per tanti anni.

Francesco Coco è diventato un imprenditore, prima a Dubai nel settore della ristorazione, oggi presente nell’ambito della moda. Era presente anche Paulo Futre, per lui una sola presenza in un Milan-Cremonese 7-1. Il portoghese è stato direttore sportivo dell’Atletico Madrid dal 2000 al 2003. Nel 2015 è diventato il primo uomo europeo a finire sulla nota rivista Playboy.

Chiudiamo con Patrick Vieira, che con la maglia del Milan fece il suo esordio in Italia. Non fu fortunato perché calpestò il campo solamente in due occasioni. Oggi è un allenatore e dal 2021 è il tecnico del Crystal Palace in Inghilterra, società che attualmente milita nel campionato di Premier League.