Sacchi critica Donnarumma: “Sbagliato scegliere i soldi”

Anche Arrigo Sacchi dice la sua su Gianluigi Donnarumma. Il pensiero dell’ex tecnico sul portiere ma anche sul Psg e la lotta scudetto

C’è un match da giocare e vincere stasera contro l’Empoli per dare un senso al grande successo contro il Napoli di domenica scorsa ma inevitabilmente si continua a parlare di Gianluigi Donnarumma.

L’estremo difensore italiano è stato protagonista in negativo di Real Madrid-Psg. Un suo errore ha dato vita alla rimonta degli spagnoli e il portiere è così finito sotto accusa. In Francia e in Italia il classe 1999 è diventato bersaglio della critica.

Donnarumma
Donnarumma (©LaPresse)

Si è messa in discussione la scelta fatta di lasciare il Milan per approdare in un club come il Psg, ricco economicamente parlando ma povero di storia, rispetto ai rossoneri: “Ha sbagliato a scegliere i soldi – afferma Arrigo Sacchi ai microfoni del Corriere -. L’ho detto anche a suo padre e sua madre, l’estate scorsa, qui a Milano Marittima. Doveva restare al Milan non tanto per riconoscenza ma perché era il posto ideale per crescere. Mai lasciare i posti in cui si sta bene. Ma resta un grande campione, lo conosco da quando era poco più che un bambino, nelle Nazionali giovanili. Si rialzerà”.

Psg nel mirino

Nel mirino dell’ex allenatore è finito anche il progetto del Psg. Tanti campioni ma senza anima – “Non è un progetto – prosegue Sacchi -. Come ha detto George Bernard Shaw, il calcio è l’arte di comprimere la storia universale in 90 minuti. Nel calcio, come nella vita, il talento non basta. Come non bastano i soldi. È il gruppo che vince, mai l’individuo. Il gioco e l’organizzazione sono come la trama per uno scrittore e lo spartito per un musicista. Il segreto di tutto sono le idee. Sempre, ovunque. E di idee al Psg ne vedo poche”.

Mancano Capitani – “I capitani veri sono fondamentali, perché indicano a tutti la strada da seguire. Baresi aveva l’intelligenza di crescere sempre, di migliorare sempre, di non sentirsi mai arrivato, questo lo ha reso un leader, questo lo ha reso Baresi”.

Scudetto – “Vincerà chi oserà di più, chi avrà meno paura. La favorita resta l’Inter?  Ha più qualità, esperienza. Ma il Milan può vincere, è la squadra più europea di tutte. A patto però di essere sempre un collettivo, solo così compensa i difetti dell’inesperienza”.