Milan, secca smentita: “Non ha mai chiesto quella cifra”

Il giornalista ha smentito le voci secondo le quali il giocatore avrebbe preteso un ingaggio così alto dai rossoneri

Continuano le indiscrezioni di mercato nonostante siamo solo a metà marzo. In questi giorni si è accesa la pista che porta Franck Kessie al Barcellona e il Milan non è rimasto a guardare.

Maldini e Massara
Maldini e Massara (©LaPresse)

Dalla Francia sono arrivate conferme sul fatto che i rossoneri sono in pole Renato Sanches. E’ il classe 98′ l’obiettivo numero uno per rimpiazzare Kessie e Maldini sta sfruttando gli ottimi rapporti con il Lille per impostare una trattativa sotto i 30 milioni, soprattutto considerando che in estate l’ex Bayern Monaco sarà ad un anno dalla scadenza del contratto. Le voci che circolavano in merito alle altissime richieste da parte del centrocampista portoghese sono però state smentite da Alfredo Pedullà.

Il giornalista si è così espresso sul proprio portale in merito a questa trattativa, nell’ambito di un articolo in cui faceva il punto un po’ su tutto il mercato del Milan. Queste le sue parole: “Il Milan sta lavorando da mesi per un grande futuro. Botman è un obiettivo che si avvicina, Reanto Sanches resta in quota (a proposito: non è assolutamente vero che abbia chiesto 7 milioni di ingaggio a stagione), con il via libera del Lille che sarebbe stato operativo se a gennaio Jorge Mendes avesse avuto pretese diverse sullo stipendio del suo assistito”.

 

Milan, Kessie verra sostituito con ogni probabilità

L’esperto di mercato a poi aggiunto: “Sanches è apprezzato da altri club (Juve compresa), ma il Milan confida sempre di mantenere il vantaggio. Poi, se il centrocampista in scadenza nel 2023 dovesse fare altre scelte, amen. Un erede di Kessie arriverà”. Pedullà è quindi sicuro che la dirigenza rossonera andrà a sostituire l’ivoriano, destinato al Barcellona, non necessariamente con il centrocampista del Lille, che rappresenta però al momento la priorità.

Pedullà ha poi analizzato la questione attaccante, riproponendo con forza il nome del Gallo Belotti, il quale a suo parere non è stato solo proposto al Diavolo, ma ci sarebbero stati anche dei dialoghi.