Nuovo Fair Play Finanziario, la UEFA cambia: tutte le novità

La UEFA potrebbe varare un nuovo Fair Play Finanziario per il futuro: arrivano delle indiscrezioni.

Da alcuni anni si parla della possibilità di apportare modifiche al Fair Play Finanziario, ma la UEFA non ha fatto nulla finora. Le regole sono rimaste le stesse, seppur al centro di non poche critiche.

UEFA
Sede UEFA (©Ansa Foto)

Volere un calcio con bilanci più sani è un proposito sicuramente lodevole e che giustamente si vuole perseguire, però l’attuale regolamento non è esente da aspetti negativi. Ci sono diversi correttivi che andrebbero apportati.

Aleksander Ceferin, molto attivo nella battaglia contro la Super League, è chiamato a fare qualcosa. Il suo secondo mandato come presidente della UEFA scade nel 2023 e deve agire per guadagnarsi un’altra conferma per un terzo. Il FFP (Financial Fair Play) è un tema sul quale potrebbe giocarsi una parte del suo futuro.

UEFA, dal FFP al Financial Sustainability Regulations?

Secondo quanto rivelato dal Corriere della Sera, la UEFA è pronta a cambiare il Fair Play Finanziario e la riforma sarà operativa dal 2025 se il 7 aprile il Consiglio Esecutivo voterà a favore. Esso dovrebbe cambiare anche nome, diventando Financial Sustainability Regulations, ovvero Regolamenti di Sostenibilità Finanziaria.

Niente salary cap, come invece voleva Ceferin. Il nuovo regolamento prevedrà che il costo del personale (stipendi, commissioni e cartellini) dei club non dovrà superare il 70% del fatturato. Alle società sarà concesso un triennio per adattarsi alla nuova norma, in questo periodo le spese per il personale potranno arrivare al 90% dei ricavi.

Aumenteranno i controlli sui debiti, che passano da tre a quattro (uno federale e tre della UEFA),  e un debito scaduto andrà estinto entro 90 giorni. Se si fallisce un controllo, il club debitore deve provvedere prima del successivo (dopo tre mesi), altrimenti scattano le sanzioni.

Il nuovo Fair Play Finanziario dovrebbe prevedere anche l’obbligo di avere un patrimonio netto mai negativo. Dunque, anche lo stato patrimoniale dei club diventerà un fattore importante nelle valutazioni. Il deficit concesso sarà maggiore, passando da 30 a 60 milioni in un triennio. Ma anche le spese virtuose (investimenti in settore giovanile, calcio femminile e strutture come gli stadi) verranno comprese. Grossa novità rispetto al passato.

Ci sono novità anche per quanto riguarda le sanzioni, che saranno comunque sia di tipo economico che sportivo. Possono sempre esserci multe progressive, riduzione della rosa nelle coppe europee, divieto di utilizzo di nuovi acquisti, punti di penalizzazioni e anche l’esclusione dalla competizione. Ma il New York Times svela che potrebbe esserci anche la retrocessione da una coppa a un’altra inferiore in caso di violazioni delle regole.

È prevista pure una maggiore attenzione anche alle sponsorizzazioni gonfiate e alle plusvalenze fittizie. Appuntamento al 7 aprile con la votazione del Consiglio Esecutivo della UEFA. Intanto si attendono conferme sulle indiscrezioni circolate, ma già sono aperte le discussioni sull’effetto delle possibilità nuove norme.