Superlega, Milan, Juve e Inter avvisate: “Così si va fuori dalla Serie A”

Le parole del presidente della Figc, Gravina, sulla possibilità di essere esclusi dalla Serie A, qualora si entrasse a far parte della Superlega

Il presidente della Figc Gravina, intervistato da Repubblica, torna a parlare della Superlega. Il progetto che vuole la creazione di una competizione, con protagoniste le principali squadre europee, non è ancora tramontato.

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Super League

Le dichiarazioni delle scorse settimane di Andrea Agnelli fanno capire, chiaramente, che l’idea non è per nulla tramontata. Juventus, Barcellona e Real Madrid sono i club in prima linea. Il Milan teoricamente si è tirato fuori, come l’Inter, e i club inglesi ma non i tre club ancora completamente dentro, come si è potuto evincere dalla parole del numero uno dei bianconeri, sono d’accordo.

E’ interessante dunque capire quali potranno essere le conseguenze di una partecipazione alla Superlega. Gravina parla ancora una volta di esclusione dai campionati: “Juve fuori dal campionato con la Superlega? Quel contratto è un’ipotesi progettuale. Se diventasse realtà, la Juventus sarebbe fuori dal campionato italiano – afferma il numero uno della FIGC -. La Superlega è la risposta sbagliata a un’esigenza reale. Anche l’Italia deve ragionare su come migliorare la qualità del campionato e renderlo più appetibile per i mercati in espansione come quello arabo dove al momento raccoglie poco. Ipotesi Serie A staccata dalla Federcalcio? Sento parlare di una Serie A come la Premier. Ma la federazione inglese ha una quota della Premier con la golden share e il diritto di veto su tutto. Sarebbe come commissariare la Lega: a me va bene, ma chi ne parla lo sa?”.

Immancabile un accenno al caso plusvalenze – “Sul piano sportivo, potremmo arrivare a considerare solo il saldo attivo delle operazioni: se fai lo scambio di figurine, non hai un vantaggio. Studiamo soluzioni per togliere la tentazione. Sul piano civilistico, resta il problema della valutazione oggettiva di un calciatore. Ma su questo è al lavoro la giustizia, non solo sportiva”.