Cambio di proprietà Milan: due settimane per la verità

Anche stamani, come era prevedibile, le attenzioni dei quotidiani sono rivolte alla trattativa che potrebbe portare il Milan in Bahrain. Ecco il punto della situazione

La strada appare davvero tracciata. Anche nel pre-gara non sono arrivate smentite: la cessione del Milan sta forse arrivando in anticipo rispetto alle previsioni ma non può certo sorprendere.

Casa Milan
Casa Milan (©LaPresse)

La vittoria contro il Genoa di ieri sera, pesante, come non mai, che permette ai rossoneri di rimanere in testa alla classifica, in attesa del match di recupero dell’Inter, è chiaramente passata in secondo piano. La lente di ingrandimento è puntata sulla trattativa della possibile cessione del club.

Il Milan, nel giro di pochi anni, è dunque pronto a passare da Silvio Berlusconi ai cinesi, dal fondo americano a quello del Bahrein. Un passaggio quest’ultimo che ha l’obiettivo di far crescere ancora maggiormente il brand e riportare più in alto il Milan.

I principali quotidiani, stamani, pongono l’attenzione sull’affare che nel giro di pochi giorni potrebbe portare il Milan nelle mani di InvestCorp, pronto ad investire ben un miliardo di euro.

Come riporta La Gazzetta dello Sport, che si collega alle notizie lanciate ieri, prima da L’Equipe, poi da Routers e Bloomberg, il fondo del Bahrain si sta preparando ad ultimare le due deligence, l’analisi dei conti.

Tempi brevi

La trattativa in esclusiva sarebbe cominciata il primo aprile, ecco perché per conoscere verità manca davvero poco. Nel giro di due settimane sapremo se la trattativa andrà in porto. Secondo quanto si legge, InvestCorp non sarebbe l’unico gruppo interessato. Sullo sfondo ci sarebbero gli americani di Texas Pacific Group.

Per l’acquisto del Milan, però, il fondo del Bahrain non sarebbe solo. Con InvestCorp partecipa all’acquisizione del club anche Mubadala, il fondo sovrano di Abu Dhabi, che detiene il 20% della finanziaria del Bahrain. E’ evidente dunque che le possibilità economiche ai soggetti, pronti a rilevare il Milan, non mancano. Tornare a sognare in grande è un obbligo