Kalulu svela: “Prima di venire al Milan mi chiamò Tony Parker”

Kalulu ha rilasciato una bella intervista a Pellegatti per StarCasinò: toccati tanti argomenti interessanti con il difensore rossonero.

Tra le sorprese più positive della stagione del Milan c’è sicuramente Pierre Kalulu. Già nella scorsa aveva fatto buone prestazioni, però in questa si è ripetuto e si è anche migliorato. Non ci sono dubbi sul suo valore.

Pierre Kalulu
Pierre Kalulu (©LaPresse)

Schierato difensore centrale oppure terzino destro, il francese sa offrire sempre un ottimo rendimento. Stefano Pioli ripone grande fiducia in lui, diventato un vero beniamino per i tifosi rossoneri grazie alle sue tante buone prove in campo.

Quanti nell’estate 2020 pensavano che quello sconosciuto (almeno in Italia) ragazzo arrivato a parametro zero dal Lione riuscisse a ritagliarsi un ruolo importante in squadra e ad entrare nel cuore dei milanisti? Nessuno poteva immaginare che ce l’avrebbe fatta. Grandi meriti del suo ingaggio sono di Geoffrey Moncada, Paolo Maldini e Frederic Massara. Poi mister Pioli è stato bravo a valorizzarlo.

Milan, Kalulu intervistato da Pellegatti per StarCasinò

Kalulu ha concesso una bella intervista a Carlo Pellegatti per StarCasinò e ha spiegato di aver iniziato a giocare a calcio grazie ai suoi fratelli, Aldo e Gedeon: “Sì, quando sei piccoli vuoi sempre fare quello che fanno i grandi. Sono un esempio e allora grazie a loro ho cominciato. Mi hanno aiutato a non commettere degli sbagli, la loro esperienza è stata importante. Quando sei piccolo sogni di diventare un calciatore, ma quando vedi un tuo fratello giocare la Champions League dici che vuoi fare veramente questo”.

Pierre racconta come ha vissuto il fatto di sapere che il Milan lo voleva: “È stato un momento strano. Sapevo che mi volevano delle squadre importanti, poi ho saputo del Milan. Quando mi hanno chiamato Maldini e Massara ho capito che era tutto concreto e reale”.

Successivamente il francese ha parlato del suo ruolo, dato che è arrivato a Milano come terzino e poi si è rivelato anche un buon difensore centrale: “Da tutta la mia carriera mi viene chiesto dove preferisco giocare. È l’allenatore ad avere la risposta a questa domanda. Io faccio tutto per essere forte e importante per tutte le squadre. L’importante è essere negli undici titolare. Da centrale dai un’impressione diversa, anche a livello mentale è diverso rispetto a quando giochi terzino. ”.

Tony Parker, presidente del Villeurbanne (una squadra di basket in Francia), ha cercato di convincerlo a rimanere a Lione: “Mi ha parlato tanto al telefono e personalmente. La decisione era difficile, soprattutto quando devi lasciare il tuo Paese. La chiamata di Parker mi rende orgoglioso, è una persona importante per lo sport e che ha fatto la storia del basket francese. Se mi chiama, vuol dire che ho qualità importanti e ne sono orgoglioso”.

Kalulu in campo appare sempre freddo e sicuro, ha grande personalità. A tal proposito commenta: “Me lo dicono sempre. Parlare di personalità è una cosa molto italiana. Forse ho tanta fiducia in me e nel mio lavoro. Ho fatto tutto e quando sono in campo gioco senza pressione”.

L’ex Lione spiega in cosa si sente maggiormente migliorato da quando è approdato a Milanello: “Soprattutto l’aspetto mentale, la concentrazione e la voglia di vincere sempre. Desidero sempre essere perfetto, a un livello alto e dimostrare di essere forte. Dal punto di vista tecnico puoi sempre progredire, però mentalmente credo di essere cambiato tanto. Ora sono più pronto e dentro le partite”.

Successivamente parla del rapporto con Stefano Pioli e dell’importanza dell’allenatore emiliano: “Il mister è vicino a noi, ti può aiutare tanto anche a livello personale. Quando sei giovane, questo di aiuta. Parla anche un po’ francese, quindi ciò ha aiutato. Sarà sempre un allenatore diverso dagli altri, mi ha fatto esordire in prima squadra e me lo ricorderò per sempre”.

Kalulu dice i nomi dei compagni di squadra che lo hanno maggiormente aiutato quando è giunto al Milan: “Kessie e Bennacer. Avevo parlato con Bennacer prima di arrivare qua, perché abbiamo un amico in comune. Quando sono arrivato avevo un punto di riferimento. Poi ho legato anche con Kessie, Leao, Saelemaekers… Sono i primi che mi hanno aiutato”.

Emozionante la prima volta che ha messo piede a Milanello: “In quel momento puoi dire che sei al Milan. Quando avevo firmato c’era il Covid, quindi non avevo visto nulla. La prima impressione è stata bella. Mi sono emozionato”.

Pierre indica due fattori importanti che caratterizzano il gruppo allenato da Pioli: “La voglia di vincere e il lavoro sono le cose che abbiamo di più nella nostra squadra. Abbiamo anche qualità, però ce l’hanno anche altre. Siamo cresciuti da quando sono arrivato”.

Il numero 20 rossonero in Milan-Empoli ha segnato il suo primo gol a San Siro e lo ricorda con piacere: “Ero molto contento, è stata una bella sensazione”.

Inevitabile parlare anche del rapporto con Paolo Maldini: “Lui c’è sempre agli allenamenti. Ci dice cosa migliorare e anche cosa abbiamo fatto bene. È una persona importante. Quando puoi imparare da persone che hanno giocato in quel ruolo e hanno grande esperienza, è bello”.

Kalulu ammette di pensare al Mondiale di Qatar 2022: “Quando arrivi al Milan, gli obiettivi crescono. La Francia ha una grande squadra con tanti giocatori forti, ma ho quell’obiettivo e devo fare grandi performance qui, poi vediamo. Nella carriera non devi avere limiti, devi lavorare per qualcosa di grande”.

Infine si parla del derby Inter-Milan di Coppa Italia: “È sempre una partita difficile. I dettagli faranno la differenza. Loro sono bravi, noi anche, siamo pronti a tutto. Dzeko e Lautaro Martinez sono molto forti, anche se dobbiamo pensare a tutta la squadra”.