Milan, quando Commisso poteva acquistare i rossoneri: i giorni della trattativa

Milan e Fiorentina si affronteranno il 1 maggio in un match che può essere decisivo per gli obiettivi di entrambe le squadre. E pensare che, nell’estate 2018, la mancata conclusione di una trattativa poteva incidere sul futuro dei due club

Un 1 maggio al cardiopalma per Milan e Fiorentina, in campo alle 15 a San Siro, in una sfida decisiva per la volata Scudetto e il piazzamento in zona europea. Rossoneri primi e a +2 dall’Inter, viola settimi e in piena lotta con Roma, Atalanta e Lazio per un posto nelle prossime edizioni di Europa o Conference League.

Rocco Commisso
Rocco Commisso (Ansa Foto)

Non mancano gli ex rossoneri a disposizione di Italiano: Saponara, Piatek e Bonaventura con quest’ultimo rimasto beniamino della tifoseria, una delle poche note positive nello scorso decennio nel quale il Milan, tranne una vittoria in Supercoppa Italiana, ha avuto ben poco di cui gioire. Nella Fiorentina c’è anche chi il Milan lo ha sfiorato e non in una trattativa di calciomercato.

Il riferimento va ovviamente al presidente dei viola, Rocco Commisso. Era il giugno 2018 e il Milan, ancora in mano a Yonghong Li, vive giorni difficilissimi. L’imprenditore cinese ha pochi giorni di tempo per coprire un ulteriore prestito di Elliott e non perdere la presidenza. Il tempo stringe. Yonghong Li non riesce a trovare i fondi e sonda con il suo braccio destro David Han Li, possibili acquirenti che possano rilevare le sue quote societarie per poi  ridiscutere la posizione con Elliot.

Il possibile acquirente viene trovato a New York. L’imprenditore italo-americano, Rocco Commisso, proprietario della Mediacom Communication e del club calcistico dei New York Cosmos, esce allo scoperto e manifesta la sua intenzione di acquistare il Milan con un’offerta che, stando ai rumors dell’epoca, avrebbe raggiunto i 500 milioni di euro.

Salta la trattativa con Commisso, il Milan va a Elliott

Yonghong Li
Yonghong Li (©Ansa Foto)

E’ una corsa contro il tempo. Si vocifera addirittura di una possibile mancata iscrizione del Milan di Gattuso al campionato 2018.-19. Oltre a Commisso, nel frattempo, spuntano altri possibili acquirenti tra cui la famiglia Ricketts, proprietaria della franchigia di baseball dei Chicago Cubs o il magnate russo Rybolovlev, patron del Monaco in Ligue 1.

A fine giugno, la trattativa tra Commisso e Yonghong Li salta per la volontà dell’ex presidente di coprire l’ultimo presito del fondo Elliott. Non ci riuscirà. Il 10 luglio, a seguito dell’insolvenza di Li, Elliott prende il controllo del club rossonero. A sancire la fine dell’effimera presidenza cinese un comunicato del fondo di investimento americano in cui si annuncia un’ulteriore iniezione di liquidità per stabilizzare le finanze del club.

Un successivo c.d.a  avrebbe ratificato l’arrivo di Leonardo come dirigente. Di lì a poco sarebbe arrivata anche la nomina di Maldini. La nuova coppia di dirigenti conclude subito due acquisti importanti, prendendo Higuain e Caldara dalla Juve nella trattativa che riporta Bonucci in bianconero.

Fu una delusione per Commisso. Anche dopo aver acquistato la Fiorentina dai Della Valle, l’imprenditore italo-americano ha parlato in più di un’occasione della trattativa svanita per il Milan. Vi riportiamo, di seguito, le dichiarazioni rilasciate da Commisso in un’intervista alla Gazzetta all’inizio di settembre 2019: “A un certo punto ero convinto di aver chiuso. Non ho mai incontrato Mr Li ma ero pronto a firmare quando lui ha cambiato all’improvviso advisor e legali. Pensavo ci fosse dietro qualche altro acquirente. Invece si è consegnato a Elliott anche se gli avevo offerto la possibilità di uscirne illeso.”