Elliott dirà addio al Milan: il punto sulla cessione

Il punto sulla trattava che porterà il Milan da Elliott ad altre mani. Il closing continua ad essere atteso per il termine della stagione

Due giorni e sarà sfida al Verona. Oggi riprende il campionato, con la trentaseiesima giornata di Serie A: scenderà in campo l’Inter, a San Siro, contro il Bologna. Poi, come detto, sarà la volta della squadra di Stefano Pioli che dovrà vedersela con gli uomini di Tudor.

La testa è dunque a questa volata di campionato che vede i rossoneri assoluti protagonisti insieme ai nerazzurri di Simone Inzaghi ma sulle pagine dei giornali sportivi c’è soprattutto spazio per la trattativa che porterà Elliott a vendere il Milan.

Casa Milan
Casa Milan (©LaPresse)

Come è noto ormai da qualche ora, Investcorp non è l’unico a volere acquistare il Milan. Dall’Inghilterra è giunta con forza – senza alcuna smentita – la notizia dell’interesse da parte della RedBird Capital Partners, società americana che gestisce un patrimonio di 4,5 miliardi di dollari. La società, che vede a capo Gerry Cardinale, come riportano i quotidiani sportivi, in edicola stamani, avrebbe presentato un’offerta da 1 miliardo di euro, dopo che tra Elliott e il fondo del Bahrain è terminata l’esclusiva.

Investcorp in vantaggio

Ora gli americani possono ascoltare altri acquirenti ma la trattativa con gli arabi prosegue e le sensazioni che invitano a pensare ad una chiusura in tempi brevi continuano ad essere positive.

Lo slittamento del signing sarebbe dovuto solo a questioni burocratiche, come la stesura di accordi davvero complessi.

Il closing, previsto per la conclusione della stagione, non dovrebbe dunque essere messo in discussione. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, in edicola oggi, la trattativa tra Elliott e Investcorp ora sta riguardando gli aspetti legati alla struttura finanziaria: l’obiettivo è riuscire ad ottenere un utilizzo maggiore di risorse da parte degli arabi, che dovrebbero affidarsi meno ai prestiti.

Vedremo dove porteranno le contrattazioni ma c’è fiducia anche perché alle spalle del fondo del Bahrain, come ampiamente detto, ci sarebbero famiglie, che hanno disponibilità importanti, del Golfo Persico e il fondo Ares Capital.