Messias: “Vi racconto il primo incontro con Ibra. Ieri mi sono emozionato”

Junior Messias ha rilasciato una gran bella intervista per Gli Autogol. Il brasiliano si è raccontato a 360 gradi…

Junior Messias rappresenta sicuramente uno dei sogni calcistici più belli mai realizzati. Da giocatore di categorie inferiori, ha scalato i vari livelli del calcio italiano in pochissimi anni e grazie al Crotone ha avuto modo di mettersi in mostra nel massimo campionato.

Junior Messias
Junior Messias (©LaPresse)

Ma il sogno si è realizzato la scorsa estate, quando Paolo Maldini gli ha offerto un posto nel Milan del futuro. Messias, arrivato tardi nel calcio che conta, non ha esitato ad accettare l’offerta della storica bandiera rossonera e a 30 anni si è immerso nell’occasione della vita.

La sua stagione è stata sicuramente sufficiente. Messias è un calciatore che vanta grandi abilità tecniche, seppur presenti dei limiti comportati da diversi aspetti, anche e soprattutto dalla sua carriera complessiva. Ma al Milan ha dato tutto ciò che poteva dare, dimostrandosi fondamentale in parecchie sfide. Se consideriamo le ultime due gare, sono suoi gli assist decisivi e che hanno portato a sancire i risultati positivi del Diavolo.

Junior ha raccontato della sua esperienza al Milan, ma anche del suo intero percorso da calciatore ai microfoni de Gli Autogol. Ospite del canale Twitch, si è lasciato andare ad importanti dichiarazioni.

Le parole di Junior Messias

Come nasce la passione del calcio: “Giocavo in un campetto sopra casa in Brasile. A volte facevamo a lotta da bambini per vedere chi era più bravo a fare Ronaldo il fenomeno”. 

Quando è arrivato in Italia: “Arrivato in Italia ho iniziato un lavoro di consegne e l’azienda per cui lavoravo aveva una squadra di calcio: facevamo tornei CSI e UISP. Era bello e mi divertivo molto. Il fine settimana andare a divertirsi con gli amici era il massimo. Correvo e facevo gol”. 

La carriera da dilettante: “Non ho mai guardato troppo al futuro: mi sono sempre concentrato categoria per categoria. Poi quando ho fatto il salto dalla D alla B, ho capito che potevo riuscire ad arrivare in alto. In Eccellenza e in Serie D ci sono i campi pessimi e non c’è il Var, ti possono menare senza problemi”.

La chiamata di Maldini: “Un sogno che si è realizzato! Il Milan è tra le squadre più grandi al mondo. Un’emozione unica dopo il percorso duro che ho compiuto. Non è stata una trattativa facile ma quando il mio agente mi ha detto che c’era questa opportunità, sono rimasto stupido e molto felice”.

I più stravaganti dello spogliatoio rossonero: “Credo che sono i ragazzi spagnoli che fanno un po’ di casino: Castillejo, Theo Hernandez e Brahim Diaz. Se dico che la musica più brutta la mette il mister, non mi fa più giocare: ascolta musica italiana e un po’ troppo romantica. Florenzi è ancora peggio ma mette la musica soltanto quando vanno via tutti”.

Chi vince la finale di Champions: “Secondo me per il percorso che ha fatto il Real Madrid, vincono loro. Poi in una partita secca è sempre imprevedibile…”

Ibrahimovic: “Una volta mi ha dato un calcio sul viso. Ieri contro l’Atalanta era troppo carico prima della partita. La prima volta che l’ho visto a Milanello stavamo mangiando insieme e lui mi chiede “Tu non parli?” e poi mi ha detto “Bravo, bravo perché tu lavori e basta”. La voglia che ha a 40 anni è un qualcosa di impressionante. Con chi lavora e si impegna è bravissimo e gentile, cerca sempre di aiutare tutti”.

Sul gol contro l’Atletico: “Quello era un momento di difficoltà per la squadra, io stavo rientrando dall’infortunio. Segnare è stata en’emozione veramente grande e un sollievo”.

Sulla partita più emozionante: “Ce ne sono state un bel po’: per come abbiamo vinto dico sicuramente con la Lazio e con la Fiorentina. Ma la verità, ieri quando ha segnato Theo Hernandez mi sono emozionato tantissimo. Ci manca davvero poco per vincere: sarebbe davvero un pezzo di storia in una squadra come il Milan, una cosa unica”.

La partita di ieri contro l’Atalanta: “Ero molto concentrato e sono entrato tranquillo ma con tanta voglia. Quando siamo arrivati allo stadio, i tifosi ci hanno dato una carica immensa”.

I giocatori più forti incontrati: “Il più forte con cui ho giocato è Zlatan. Contro, secondo me, è stato Cristiano Ronaldo”.