Da Berlusconi a Yonghong Lì, Galliani torna sulla cessione del Milan

L’ad rossonero ha raccontato alcuni episodi del passato in rossonero vissuti insieme al presidente Berlusconi

Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan, ha rilasciato una lunga intervista a Sette, settimanale del Corriere della Sera, nella quale ha toccato davvero tanti temi, e non solo quello della promozione in Serie A del suo Monza qualche settimana fa.

Adriano Galliani
Adriano Galliani (©LaPresse)

Galliani ha ricordato anche molti episodi del suo passato, dal famoso invito a cena da parte di Berlusconi ad Arcore nel 1979, che cambiò la sua vita, per arrivare ad altri episodi nel periodo della carriera con il Milan. A tal proposito l’ed del Monza ha provato a rispondere alla domanda sul perché della cessione del club rossonero. Queste le due dichiarazioni a riguardo: “Questa è una domanda che va posta a Silvio Berlusconi. Io sono l’oggetto e non il soggetto”.

Galliani poi ha aggiunto: “Io sono un uomo di sport e metto tutte le mie capacità al servizio di questo obiettivo. Ma le decisioni di comprare e vendere il Milan, come quella di acquistare il Monza, sono esclusivamente del presidente. Nessuna responsabilità quindi per lui nella cessione del club con il quale ha ottenuto tantissimi successi in passato.

Un altro aneddoto raccontato è quello dell’acquisto di Desailly, che fece infuriare Berlusconi, ma che si rivelò provvidenziale: “Mi ricordo quando Franco Tatò era amministratore delegato di Fininvest. Il gruppo era piuttosto indebitato e, prima della quotazione in Borsa, mise un grosso freno: tutti gli investimenti dovevano essere preventivamente approvati da lui. Io quella sera comprai Marcel Desailly per 10 miliardi di lire, all’insaputa di tutti. Stetti nascosto per un po’ di giorni perché aveva fatto l’operazione senza avvertire il presidente. Ma Boban si fece male e fu l’unico anno in cui vincemmo Campionato e Coppa dei Campioni”.