Il Psg dà una mano al Milan: Pioli sorride due volte

Si intreccia il calciomercato del Milan con quello del Psg. I francesi stavolta possono dare una mano al Diavolo: ecco cosa sta succedendo

L’affare Renato Sanches sta diventando sempre più un giallo. L’interesse del Milan per il giocatore è noto ma da qualche settimana ci sta pensando il Psg.

Stefano Pioli
Stefano Pioli (©LaPresse)

Un affare non certo complicato per le casse dei francesi, che però stranamente non hanno ancora affondando il colpo. I prossimi giorni – verosimilmente faranno chiarezza in merito – nel frattempo prosegue il calciomercato di entrambe le squadre, che rischia di intrecciarsi nuovamente.

Buone notizie per il Diavolo

Stavolta il Psg potrebbe fare un favore al Diavolo. Stiamo parlando della possibilità che i transalpini mettano le mani su Lucas Paqueta.

Il brasiliano ha vissuto una stagione importante con la maglia del Lione ed è finalmente pronto per una grande squadra. L’ex rossonero, punto di forza della Nazionale brasiliana, è stato accostato soprattutto in inverno al Psg. Paqueta è da sempre un pallino di Leonardo. Il suo addio aveva lasciato pensare che il futuro del giocatore non sarebbe più stato sotto la Torre Eiffel.

Dalla Francia, però, oggi arrivano altre notizie: secondo quanto riportato da Le10Sport, Paqueta è un profilo che piace tanto anche a Luis Campos.

Il Lione non ha alcuna intenzione di cederlo per meno di 60 milioni di euro e in Europa è pronta a scatenarsi una vera e propria asta: oltre al Psg, infatti, l’ex Milan piace anche al Newcastle e all’Arsenal.

Una buona notizia, come dicevamo per il Diavolo, che dalla cessione di Paqueta incasserà il 15%. Ma se il brasiliano dovesse davvero trasferirsi al Psg, i francesi potrebbero abbandonare definitivamente la pista Renato Sanches.

Nel frattempo, come riporta il portale francese, sono arrivate le dichiarazioni del presidente dell’OL, Jean-Michel Aulas, che conferma la possibilità di dire addio a Paqueta: “Ci sono proposte per lui. Ci sono alcuni giocatori che potrebbero sentirsi coinvolti nel progetto e altri che non lo sono. Economicamente, abbiamo i mezzi per perseguire le nostre idee e i nostri obiettivi. L’allenatore ci ha dato la sua opinione e c’è anche quello che i giocatori vogliono fare”.