Pioli: “Milan, mancano due rinforzi”. E sul rinnovo di Leao…

Pioli carico per la nuova stagione, crede nel suo Milan: si aspetta comunque qualche altro innesto dal calciomercato.

Quello conquistato dal Milan nella scorsa stagione è un grande traguardo. Rivincere lo Scudetto dopo undici anni ha fatto letteralmente impazzire i tifosi. E dietro quel trionfo c’è tanto di Stefano Pioli, che in questi anni sta lavorando benissimo con la squadra.

Stefano Pioli
Stefano Pioli (©LaPresse)

Arrivato nell’ottobre 2019 al posto dell’esonerato Marco Giampaolo, all’inizio c’era la sensazione che sarebbe stato solo un “traghettatore” per finire la stagione. Invece, si è rivelato un allenatore con il quale creare e mandare avanti un progetto che sta dando risultati.

Lui è bravissimo nel valorizzare i suoi calciatori, con i quali ha stretto ottimi rapporti e che si mettono completamente a sua disposizione. A Milanello c’è il clima giusto per lavorare e il tricolore della scorsa annata è tutt’altro che causale, come invece ritiene qualcuno che ne capisce poco di calcio.

Pioli sugli obiettivi del Milan e la squadra

Pioli ha concesso una bella intervista a La Gazzetta dello Sport e ha spiegato a cosa ambisca per la nuova stagione: “Per vincere serve talento, per ripetersi serve carattere. E poi confesso: un anno fa non credevamo solo di poter migliorare la classifica della stagione precedente. Già dal primo giorno pensavamo di poter vincere. Quest’anno motivare il gruppo sarà più facile. Lotteremo per difendere lo Scudetto, in Champions per migliorarci”.

In Italia ci sono squadre che si sono rafforzate in questa sessione estiva del calciomercato, ma il mister non è affatto preoccupato: “No, perché noi per primi siamo più forti di un anno fa. Puoi comprare i migliori giocatori ma la differenza la fanno l’organizzazione, la voglia, lo spirito. L’anno scorso mi pareva strano non ci tenessero in grande considerazione, non l’ho sofferto ma l’ho sfruttato a nostro favore”.

A Pioli viene domandato anche del ruolo di Zlatan Ibrahimovic, ora fuori per recuperare da un infortunio e che dovremmo rivedere in campo solamente nel 2023: “Zlatan non c’è ma c’è, perché è sempre in contatto con tutti. È un campione che può ancora fare la differenza: prima deve stare bene, nel finale della scorsa stagione ha fatto dei sacrifici pazzeschi. La gente non lo sa, ma poteva allenarsi solo un quarto d’ora. Ha ancora tanta fame. Da metà agosto sarà a Milanello per portare avanti il suo percorso”.

Rafael Leao sarà un punto fermo della squadra anche in piena trattativa per il rinnovo del contratto? Il mister replica così: “Se manterrà questo livello sì… altrimenti c’è Rebic. Non sono affatto preoccupato dalle vicende contrattuali, si è vede che è felice di stare con noi. Potenzialmente è un campione, per forza e capacità di saltare l’uomo. Ha tanti gol nelle gambe, anche più di quelli dell’anno scorso (14 in tutto, ndr). È cresciuto tanto senza palla, ora deve riuscire a occupare meglio l’area”.

Pioli ammette che il calciomercato estivo del Milan è ancora incompleto: “Sulla carta mancano due ruoli, il difensore e il centrocampista. Non vogliamo sostituire chi se ne è andato con dei sosia, anche perché un altro Kessie non c’è. Ci servono due caratteristiche: esplosività e intelligenza”.

Nonostante lo Scudetto, non si attendeva nessun colpo pazzo nella campagna acquisti ed è molto tranquillo in merito al progetto del club: “De Ketelaere in prospettiva, in due-tre anni, può diventare un top europeo. Ogni società fa le proprie valutazioni: noi con un progetto sostenibile abbiamo dimostrato di poter vincere. Di sicuro non ho mai temuto che la nuova proprietà arrivasse e vendesse i giocatori più importanti: ci era stato detto in partenza che la filosofia sarebbe rimasta la stessa”.

Pioli ammette di non aver mai temuto che Paolo Maldini e Frederic Massara lasciassero il Milan, quando c’era in corso la trattativa per i loro rinnovi: “Mai. Li sentivo tutti i giorni. Il passaggio di proprietà e altre dinamiche di cui non sono a conoscenza hanno portato a tempi più lunghi, ma non ho mai pensato che potesse finire diversamente. Se ho risentito Cardinale? No, l’ho solo incontrato il giorno prima del closing. Ma anche con i vertici di Elliott funzionava allo stesso modo, i miei riferimenti sono Paolo, Ricky e Gazidis”.