Kjaer avvisa Tonali e Leao: “Serve di più. Kalulu? Non è un rivale”

Kjaer parla del suo infortunio, del ritorno e del futuro: ha grande voglia di essere ancora protagonista con la maglia del Milan.

Tra le notizie positive dell’estate rossonera c’è sicuramente il ritorno in campo di Simon Kjaer, che dopo un lungo infortunio è finalmente tornato a lavorare con i compagni a Milanello. Una risorsa molto importante per Stefano Pioli, che conta su di lui sia come leader del gruppo che come difensore.

Simon Kjaer
Simon Kjaer (©Ansa Foto)

I tifosi del Milan si sono affezionati alla coppia centrale composta da Fikayo Tomori e Pierre Kalulu, però il danese mira a riprendersi il posto da titolare appena sarà al 100% della condizione fisica. Un po’ di sana competizione fa bene, in attesa che Paolo Maldini e Frederic Massara ne aggiungano di ulteriore prendendo un rinforzo nel reparto.

L’ex giocatore di Palermo, Wolfsburg, Roma, Lille, Fenerbahce, Siviglia e Atalanta ha grandi motivazioni per la nuova stagione. Non ha potuto aiutare i compagni da dicembre in poi, quando si è infortunato al legamento crociato anteriore e al legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro. Ora vuole tornare in campo ed essere protagonista nuovamente.

Kjaer, dall’infortunio alla voglia di tornare protagonista

Kjaer in un’intervista concessa a SportWeek, inserto del sabato de La Gazzetta dello Sport, è tornato a parlare del problema fisico che ha dovuto affrontare nella passata stagione: “Non avevo mai sofferto un infortunio tanto grave e per la prima volta in carriera ho affrontato un periodo in cui avrei dovuto lavorare da solo. La società mi stava vicino e i compagni mi scrivevano, ma ogni giorno lavoravo fino alle 8 di sera da solo insieme al fisioterapista”.

Nella scorsa amichevole contro il Marsiglia è tornato finalmente in campo ed è stata una bella soddisfazione. Non ha mai dubitato che ce l’avrebbe fatta: “Mai avuto dubbi. Ho avuto tanta pazienza, ora inizia a mancarmi perché vorrei andare più veloce e spingere. Ma so di non poterlo fare, se mi stiro sto fuori quattro settimane. Non devo fare cavolate e rispettare i tempi. Avessi avuto 24-26 anni, sarebbe stato diverso”.

Inevitabile parlare dello Scudetto, che per colpa dell’infortunio non ha potuto viversi pienamente: “Quando mi sono infortunato, non ho guardato partite per quattro mesi. Ero solo in contatto con Pioli e i compagni. Non andavo a Milanello perché non avevo nulla da dire e da dare. Sono tornato a circa dieci partite dalla fine, perché potevo riprendere a fare qualche lavoro con la squadra. Io so di aver dato una grande mano a vincere questo Scudetto, che è stato la conclusione di un percorso di crescita iniziato due anni e mezzo fa, quando sono arrivato al Milan. Anche se ho giocato solo undici partite lo scorso anno, lo Scudetto lo sento mio. Lo abbiamo vinto tutti assieme”.

A Kjaer viene chiesto chi avrebbe l’ultima parola in una discussione tra lui e Zlatan Ibrahimovic: “Se penso di vincere una discussione con Ibra, resto deluso. Ma Zlatan apprezza chi non concorda con la sua opinione e lo dice. Poi alla fine decide lui e questo non può cambiare”.

Il difensore danese indica il nome di un compagno di squadra che lo ha colpito durante la preparazione estiva: “Daniel Maldini mi sembrava maturato, più pronto. Spero lo possa dimostrare allo Spezia. La società ha fatto bene a mandarlo in prestito, ha bisogno di giocare”.

Kjaer si è espresso anche su compagni come Sandro Tonali e Rafael Leao, cresciuti tanto nella scorsa stagione e che per lui devono fare ancora di più: “Voglio vederli quest’anno. Non sono più ragazzi, devono crescere enormemente. Quello che hanno fatto l’anno scorso non basta più. Leao ha qualità straordinarie e non può permettersi partite in cui si vede poco: deve essere decisivo sempre. Se riesce a fare questo salto, può essere uno dei top 5 al mondo”.

Simon è anche curioso di tornare a giocare con Divock Origi, già suo compagno al Lille in passato: “Voglio vederlo. Al Lille era un ragazzino, adesso mi aspetto un campione che fa la differenza, perché ha tutto per esserlo. Anche Bennacer deve crescere, ritagliandosi un ruolo importante”.

L’esperto centrale difensivo ha risposto anche su Kalulu, che si è preso il posto da titolare in sua assenza: “Sarà una decisione del mister. Pierre ha fatto una stagione fantastica, non è un rivale. Se io sto bene e faccio il mio lavoro, c’è solo uno che può decidere: Pioli. Poi io posso arrabbiarmi con lui, ma non con Kalulu, Tomori o Gabbia”.