DAZN tra proteste e disservizi, scende in campo la politica: cosa sta succedendo

Un weekend davvero disastroso per l’emittente in streaming DAZN, che si è assicurata dallo scorso anno i diritti esclusivi della Serie A.

La prima giornata del campionato di Serie A 2022-2023 ha purtroppo segnalato una conferma negativa: l’emittente DAZN ha ancora grossi problemi per quanto riguarda i servizi e la trasmissione delle partite.

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Dazn in crisi (Ansa foto)

Già nella giornata di sabato alcuni utenti abbonati avevano denunciato disservizi per seguire in particolare i match della sera, come Lecce-Inter o Monza-Torino. Ma il vero caos si è scatenato ieri pomeriggio, nella prima domenica di campionato.

Un vero e proprio cataclisma per DAZN, ma in particolare per gli abbonati ed i tifosi. Fin dalla messa in onda di Lazio-Bologna sono emersi diversi problemi di ricezione del segnale. In realtà si è scoperto un evidente guasto che ha coinvolto tutta Italia, riguardante non tanto il server bensì l’app ufficiale danneggiata ed impossibilitata a fornire il servizio.

Non solo la celebre ‘rotella‘ come segnale di streaming lento ed impacciato. Ma un vero e proprio crollo della stabilità di DAZN. In pochissimi sono riusciti infatti a seguire il posticipo Salernitana-Roma, ottenendo sempre lo stesso messaggio di errore sul display dei dispositivi.

 

Tifosi italiani infuriati: i politici sfruttano l’occasione per la campagna elettorale?

Un caos totale, generato in particolare dal fatto che DAZN ha letteralmente raddoppiato i prezzi dei propri abbonamenti in questa stagione. Fino a maggio scorso si poteva vedere in diretta la Serie a 19,99 euro al mese, utilizzando massimo 6 dispositivi diversi. Quest’anno invece il canale ha giocato al rialzo: 29,99 euro per soli due dispositivi e ben 39,99 euro se si vuole condividere l’abbonamento.

Tali costi raddoppiati coniugati ad un servizio scarso ed inefficiente hanno scatenato l’ira e la rabbia dei tifosi. Non a caso sui social l’hashtag #DisdicoDazn è tra i più battuti fin da ieri sera. Paradosso totale anche il messaggio lanciato ieri dalla Lega:La pirateria uccide il calcio”quando invece i servizi streaming ufficiali ed a pagamento non riescono a trasmettere una singola partita.

L’argomento ieri è divenuto addirittura un dibattito politico, sempre sul web. Moltissimi personaggi delle istituzioni si sono apertamente schierati contro DAZN ed i servizi insufficienti. Su tutti il leader della Lega Matteo Salvini ed il suo competitor di Azione Carlo Calenda.

 

Persino l’account ufficiale del PD, il partito democratico di centro-sinistra, ha voluto emettere un comunicato in aiuto dei consumatori, chiedendo all’AGCOM e alla Lega Serie A di intervenire pesantemente.

 

I partiti ed i leader politici stanno sfruttando forse la situazione più discutibile del momento anche come campagna elettorale, in vista delle elezioni del 25 settembre prossimo. Ma a prescindere dalle dimostrazioni pubbliche urge un provvedimento: DAZN è recidivo ed inspiegabilmente incapace di risolvere i problemi. Colpa del broadcaster o dei club di Serie A che si sono svenduti senza pensare al bene del pubblico?