“Rischiamo di chiudere”, l’annuncio fa tremare il calcio italiano

Il presidente della Federcalcio lancia l’allarme: le parole forti del numero uno, Gabriele Gravina ai microfoni di Il Messaggero

Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, in un’intervista rilasciata a Il Messaggero lancia l’allarme. La crisi energetica che sta colpendo il mondo, per via della guerra in Ucraina, preoccupa anche i verti del calcio italiano.

Pallone
Pallone (©LaPresse)

“Qui si sta scherzando con il fuoco  – afferma Gravina -, anche questo rischia di diventare un dramma sociale. Il sistema non regge, i costi sono triplicati e queste realtà non hanno altre fonti di ricavi cui attingere per tamponare la situazione”.

Spese alte – “A maggio è arrivata una bolletta elettrica di 26mila euro, a giugno di 45, a luglio di 79. E deve ancora arrivare il gas. Voi capite che con quello che rischiamo di rimetterci ogni mese, non ci conviene restare aperti. Cosa faccio, chiudo e mando a casa le persone che ci lavorano?”.

Le preoccupazioni di Gravina

“E’ preoccupato? Certamente, non solo per il calcio, per tutto il mondo dello sport – afferma Gravina -. La mia preoccupazione è che siccome si parla di imprese, resti fuori l’associazionismo, che poi è la spina dorsale dello sport. Sarebbe un colpo mortale. È peggio della pandemia, perché allora con i protocolli siamo ripartiti, stavolta questo tsunami ci trova già a terra e non abbiamo contromisure, ci mancano i soldi. Così il calcio non si rialza più”.