Sala risponde a Sgarbi: “San Siro non vincolabile”. La sentenza è del 2020

Sala ha risposto alle ultime dichiarazioni di Sgarbi sulla situazione dello storico stadio di San Siro: il sindaco di Milano spiega come stanno le cose.

Il dibattito pubblico sulla costruzione di un nuovo impianto sportivo e l’abbattimento del Giuseppe Meazza sta procedendo a Milano. Ci sono posizioni diverse e nella giornata di ieri diversi esponenti politici hanno espresso la propria idea.

Giuseppe Sala
Giuseppe Sala (©LaPresse)

Uno di questi è Vittorio Sgarbi, appena nominato sottosegretario alla Cultura del Governo Meloni. Si è detto assolutamente contrario alla demolizione della Scala del Calcio, anche perché a suo avviso non è legalmente possibile: “Il Giuseppe Meazza non si tocca, lo dice la legge. È del 1926 e dunque automaticamente vincolato, avendo oltre 70 anni. Non si può buttare giù. E se serve un vincolo, lo metterò”.

Oggi Beppe Sala, sindaco di Milano, ha risposto a Sgarbi spiegando che la situazione non è quella che lui descrive: “Lo stadio di San Siro è stato esaminato dalla Sovrintendenza – riporta calcioefinanzia.it ed è stato definito non vincolabile. Se Sgarbi vuole fare anche il soprintendente, lo chieda al Presidente del Consiglio. Nei prossimi giorni scriverò al Presidente per capire quali siano esattamente le deleghe del sottosegretario Sgarbi. Una volta dice che sposterà la pietà, la seconda dice che metterà un vincolo su San Siro. Ma a mettere i vincoli è la Soprintendenza. Manderò una lettera alla Meloni e renderò pubblica la risposta”.

Nel maggio 2020 la Soprintendenza ai Beni Culturali aveva dichiarato che non c’era un vincolo storico-culturale su San Siro. Questo perché le parti originarie risalenti al 1926 e al successivo ammodernamento (1937-1939) sono del tutto residuali rispetto ai successivi interventi di adeguamento realizzati nella seconda metà del Novecento e pertanto non sottoposti alle disposizioni di tutela del patrimonio perché non risalenti a oltre 70 anni.

Sala ritiene che le dichiarazioni di questi giorni da parte di alcuni esponenti politici non siano di aiuto a Inter e Milan. Neppure quelle di Matteo Salvini, che ha criticato il Comune di Milano per aver fatto perdere tempo ai club: “Quando il progetto esecutivo sarà definito, si andrà in Consiglio. Servirà del tempo. Il Comune non ha perso un giorno di tempo. Ci abbiamo messo due anni a trovare un’intesa sulle volumetrie”.