Paquetà-Milan, un amore mai sbocciato. Cafu svela: “Troppe responsabilità”

Marcos Cafu, grande stella del Milan e del Brasile del passato, ha rivelato perché non è riuscito l’idillio tra Paquetà ed i rossoneri.

Un solo anno. E’ quanto sia realmente durata l’esperienza di Lucas Paquetà con la maglia del Milan. Il grande investimento dal Brasile che purtroppo non ha dato i frutti sperati.

Fu Leonardo, allora d.s. del Milan, a spingere per ingaggiare a gennaio 2019 Paquetà dal Flamengo, per circa 35 milioni di euro. Un investimento elevato che ha soltanto illuso i tifosi, per poi assopirsi con il passare dei mesi.

Un inizio brillante, qualche giocata degna di nota, poi sempre più panchine e tribune. Si parlò di collocazione tattica impossibile, di un calciatore troppo acerbo e di ambientamento molto complicato.

Cafu parla di Paquetà e delle difficoltà al Milan

L’avventura di Paquetà nel Milan si concluse nel gennaio 2020, quando passò al Lione. Un talento così però non poteva essere talmente deludente: non a caso prima in Francia poi in Inghilterra (oggi gioca nel West Ham) il classe ’97 si è rigenerato.

Oggi Paquetà è tra i titolari del Brasile di Tite, al Mondiale 2022 in corso in Qatar. Un ruolo importante, confermato anche dalle previsioni di formazione per il match di oggi contro la Svizzera, dove l’ex milanista agirà da numero 10 puro.

A parlare del flop milanista di Paquetà c’ha pensato Marcos Cafu, ex stella del Milan e del Brasile stesso. Interpellato dalla Gazzetta dello Sport, lo storico capitano verdeoro ha spiegato cosa non abbia funzionato.

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Marcos Cafu (©Lapresse)

Lui era troppo giovane e il Milan gli diede troppe responsabilità. Avrebbe avuto bisogno di tempo. Adesso ha più personalità e sa come stare in campo”. I soliti problemi dunque con i giovani talenti stranieri, ovvero poca pazienza da parte di club e tifosi, ma anche una maturazione che Paquetà ha ottenuto con troppa lentezza.

Chissà, forse al Milan di oggi, ancora alla caccia di un trequartista di spessore, sarebbe risultato utile il Paquetà odierno versione Seleçao. Ma ormai è inutile guardarsi indietro.