Le parole dell’ex calciatore Stefano Mauri su Rafa Leao e su altri temi vicini al mondo milanista, dopo questo buono scorcio di campionato.
L’inizio di stagione di Rafael Leao con la maglia numero 10 del Milan è sicuramente positivo. Il portoghese quando si accende è sempre determinante, anche se deve ancora maturare dal punto di vista dell’atteggiamento in alcuni momenti della partita.
I numeri del portoghese parlano chiaro. Otto presenze condite da tre reti e quattro assist, vale a dire che quasi una volta a partita Leao diventa decisivo in zona gol, con le sue proverbiali accelerazioni e con la sua tecnica assoluta.
C’è però chi non lo vede ancora come un fuoriclasse assoluto, nonostante abbia tutti i numeri e tutte le condizioni per fare la differenza come pochi altri. Ad esempio l’ex centrocampista italiano Stefano Mauri, vecchia bandiera della Lazio, ne ha parlato con cautela, facendo intendere che il milanista deve crescere ancora prima di potersi considerare un top player.
Mauri: “Leao discontinuo, ma con Pioli è un ottimo Milan”
Intervistato da TV Play Stefano Mauri ha voluto dire la sua sul Milan di oggi e proprio su Leao. Come anticipato, il parere non è positivo al 100%, visto che l’ex centrocampista riconosce il valore del portoghese, ma è frenato per quanto riguarda la continuità di rendimento di quest’ultimo.
“Leao è potenzialmente un campione. E’ ancora un po’ troppo discontinuo, sia in partita che nella stagione. I campioni ci mettono lo zampino in quasi tutte le partite. Leao ha fatto tanti i gol e assist, ma secondo me è ancora poco continuo. Perché non lo è ancora? Si deve vedere a livello internazionale, in Champions o in Nazionale”.
Positive invece le sensazioni sul lavoro di Stefano Pioli nel Milan, allenatore che Mauri ha avuto con sé alla Lazio per due stagioni: “Pioli sta facendo un buon lavoro. Due anni fa ha vinto il campionato, l’anno scorso è andata meno bene. Ha un gioco particolare, non ha l’attaccante da 20 gol ma segnano in tanti. Non ha posizioni definite, si scambiano. Quest’anno li vedo più simili all’anno dello scudetto. Li vedo squadra, si aiutano a vicenda. Questo al di là della sconfitta del derby, ma i campionati si vincono vincendo le gare con le piccole e prendendo pochi gol”.
Eppure per Mauri è l’Inter favorita per il titolo: “L’Inter ha la rosa più forte e ampia del campionato. Con il fatto che non abbia vinto è normale che qualcuno se la possa prendere con Simone Inzaghi, ma la partita l’aveva preparata bene. Poi dopo probabilmente è subentrata nei giocatori un po’ di rilassamento inconsciamente. Succede. Se è da scudetto? Per ora i fatti dicono di no, ma secondo me lo è”.





