Le rotazioni, la posizione di Reijnders, la profondità di Leao: così Pioli ha battuto Italiano (FOTO)

La strategia di Pioli per battere finalmente Italiano a Firenze: la posizione chiave di Reijnders, la manipolazione delle marcature e la profondità di Leao, l’analisi completa

Il Milan di Stefano Pioli è riuscito a battere per la prima volta Vincenzo Italiano e la Fiorentina all’Artemio Franchi. Un avversario sempre molto ostico per i rossoneri, con principi di gioco peraltro molto simili su tanti aspetti. Fra questi c’è l’atteggiamento in fase difensiva, la quale prevede una marcatura a uomo praticamente a tutto campo. Un punto di forza importante dei viola che, paradossalmente, Pioli ha sfruttato per trarne beneficio. Ma come?

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Pioli e Italiano (ANSA) – MilanLive.it

Una delle qualità del Milan è la capacità di adattarsi alle caratteristiche dell’avversario, senza però mai trascurare i propri principi di gioco. E questo l’ha portato ad interpretare la fase di costruzione in più modi durante l’anno in base alle caratteristiche di chi gioca: con uno dei terzini dentro, con quattro o tre difensori, con due o un centrocampista, con posizioni più o meno fisse. Concetto totalmente però stravolto a Firenze: in questa occasione infatti abbiamo visto continue rotazioni da parte di tutti i difensori (Tomori e Thiaw larghi, Florenzi e Calabria dentro) e dei centrocampisti. Perché? Per un semplice ma essenziale motivo: manipolare le marcature a uomo della Fiorentina.

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Le rotazioni del Milan in costruzione – MilanLive.it

Tutti in movimento e zero posizioni fisse, continuamente. In questo modo il Milan ha creato problemi alla difesa della Fiorentina, con ogni giocatore viola costretto a seguire il proprio riferimento ovunque. Il lavoro di Florenzi e Calabria è stato importante e, forse, decisivo, perché hanno costretto Ikoné e Kouamé a venire dentro al campo e lasciare spazi sulle fasce, occupati da Chukwueze a destra e a sinistra da… Reijnders, e non Leao (o meglio, non sempre).

La posizione di Reijnders

La posizione dell’olandese è stata la vera mossa a sorpresa della strategia di Pioli, una mossa che aveva inizialmente motivazioni di natura difensiva.

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Reijnders in pressione su Dodo – MilanLive.it

Ricorderemo tutti infatti quanti problemi ha arrecato Dodo alla difesa rossonera in passato; con l’ex AZ Alkmaar esterno sinistro di una sorta di 4-4-2 in fase di non possesso, il Milan è riuscito a limitare e ostacolare l’uscita palla del brasiliano e la sua pericolosità. Il lavoro di Reijnders ha inoltre permesso ai rossoneri di poter attuare altre due situazioni chiave: accentrare Leao (che aveva come riferimento Milenkovic senza palla) per sfruttare eventuali transizioni e, soprattutto, dare a Giroud la possibilità di marcare a uomo Martinez Quarta, che è solito avanzare la propria posizione e invadere la metà campo avversaria.

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Giroud segue Martinez Quarta in difesa – MilanLive.it

Reijnders ha occupato una zona da centro sinistra anche in fase di possesso: sfruttando il movimento di Florenzi e di conseguenza quello di Ikoné, si è spesso piazzato su quel lato in ampiezza (costringendo uno dei centrocampisti, in particolare Mandragora, a lasciare la propria posizione centrale). Senza Theo Hernandez, è stato lui ad associarsi con Leao, che quasi da seconda punta ha stressato continuamente la linea difensiva avversaria attaccando la profondità con la sua superiorità fisica e tecnica.

Il piano strategico e tattico del Milan lo abbiamo visto con chiarezza poco prima della fine del primo tempo: Thiaw in posizione da braccetto, con Bennacer centrale aggiunto, serve Chukwueze che con un contromovimento manda in tilt Biraghi e occupa lo spazio liberato da Calabria (in posizione di mediano) per ricevere e mandare Leao nello spazio. Un’azione che riassume tutti i concetti espressi finora.

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L’azione che riassume il piano tattico del Milan – MilanLive.it

Esemplificativo è anche il secondo gol del Milan. Che nasce da un lancio di Florenzi per Reijnders. L’olandese controlla da sinistra e per venire dentro al campo con la palla. Leao nel frattempo attacca lo spazio dietro Milenkovic, riceve sulla corsa e segna con facilità disarmante. Nonostante i pochi giorni a disposizione, Pioli ha preparato la partita benissimo grazie ad una profonda conoscenza dell’avversario, sfruttato a proprio favore i loro principi.

Come sempre però ci sono anche aspetti negativi della partita. Il gol di Duncan certifica che i problemi difensivi del Milan sono ancora evidenti (incomprensione fra Reijnders che non segue e Bennacer che non copre), inoltre la gestione della palla sembra ancora troppo approssimativa, con i difensori che non riescono mai a superare linee di pressione con passaggi progressivi o giocate codificate. Si ricorre ancora troppo spesso alla palla lunga. Che, in alcuni casi, come quello di ieri, e cioè quando si pareggia la quantità degli uomini nella metà campo avversaria, è comunque una buona soluzione, ma non sempre.

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