Comprato nonostante i debiti, il retroscena è clamoroso

Non poteva comprarlo a causa dei debiti, ma lo fece lo stesso senza permesso. Un acquisto che ha cambiato la storia del club

L’era Berlusconi ha permesso al club rossonero di vincere tanti trofei e di vedere tanti campioni. Quando nel 1986 Fininvest ne divenne proprietaria, i tifosi non stavano esattamente passando anni di trionfi. Anzi, nel 1980 e poi nel 1982 ci sono state due retrocessioni in Serie B molto dolorose. Poi la storia è cambiata.

Desailly-Milan: il retroscena di Galliani
Adriano Galliani racconta una vecchia operazione di mercato (foto AC Milan) – MilanLive.it

Silvio Berlusconi arrivò con la chiara missione di vincere e scelse Adriano Galliani come amministratore delegato. Il dirigente brianzolo si è reso protagonista di tante importanti trattative ad assieme ad Ariedo Braida. Per diversi anni hanno potuto contare su un budget importante per arricchire la squadra e a Milanello abbiamo visto arrivare grandi giocatori, molti di loro hanno lasciato il segno nella storia rossonera.

Milan, Galliani e l’acquisto che non doveva fare

Anche se c’era la disponibilità di Berlusconi a investire per avere un Milan sempre più forte, comunque dentro Fininvest non volevano autorizzare spese senza limiti. Nel 1993, su richiesta di Fabio Capello, c’è stato l’assalto di Galliani e Braida a Marcel Desailly, allora gioiello del Marsiglia. Un acquisto che venne fatto praticamente di nascosto da parte allora dirigenti rossoneri.

Desailly-Milan: il retroscena di Galliani
Adriano Galliani racconta l’affare Desailly (LaPresse) – MilanLive.it

Dopo averlo già raccontato a Sky Sport, Galliani ha ribadito anche al Festival della Serie A a Parma quanto successe ai tempi: “Nel 1993 società era fortemente indebitata e ci era stato dato un amministratore delegato di gruppo, Tatò, e tutti gli ad dell’azienda dovevano avere la sua controfirma sulle spese fatte. Per l’infortunio di Boban vidi in buco a centrocampo e, nonostante la situazione economica, decisi di portare Desailly a Milano. Io ero in Francia, costava 10 miliardi di lire. Capisco che se chiamo Berlusconi e mi dice no, non posso prenderlo. Se mi dice sì, è un casino con l’ad di gruppo, e di chiamare Tatò non mi viene neppure in mente. Quindi, spendo i 10 miliardi senza dire niente a nessuno“.

L’allora dirigente milanista fece un’operazione non autorizzata, però ebbe ragione vista l’importanza che ha poi avuto Desailly per la squadra. Fortunatamente, l’investimento ha pagato in termini di prestazioni e trofei vinti. Galliani così si è salvato: “Ho ricevuto l’amnistia del presidente Berlusconi e di tutta la dirigenza“. Il francese fu comprato come difensore centrale, poi Capello lo impiegò anche a centrocampo e quella fu una chiave per rendere ancora più solida ed equilibrata la sua squadra.

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