Wang Jianlin e Jack Ma (getty images)
Wang Jianlin e Jack Ma (getty images)

Svelati i contatti delle ultime settimane tra Xi Jinping, capo di stato cinese, e Silvio Berlusconi, presidente del Milan, ora c’è da chiarire in che modalità e con quali personaggi la cordata proveniente dall’Asia è interessata ad investire nel club rossonero. Nelle recenti conference call tra Arcore e Pechino, il leader del Partito Comunista cinese ha ribadito a Berlusconi la volontà di puntare sul Milan nel breve tempo, ma non sarà sicuramente il governo a prendersi ufficialmente cura della squadra meneghina.

 

Secondo la Gazzetta dello Sport di oggi, Xi Jinping avrebbe dato il ‘mandato’ a due grandi aziende cinesi di inserirsi in questo affare, entrando a far parte della cordata ed investendo quindi nel calcio italiano. La prima è una società che già si è mossa in tal senso, la Wanda Group di Wang Jianlin, colosso immobiliare che ha già acquisito il 20% dell’Atletico Madrid e recentemente anche il pacchetto di maggioranza di Infront Sports. L’altra azienda è la Kings International di cui è proprietario quel Mr. Pink, creatore delle bevande energetiche al ginseng, che si è arricchito nell’ultimo decennio con un patrimonio di 3 miliardi di dollari e che già ha firmato un contratto di sponsorizzazione con Fininvest e Berlusconi qualche mese fa.

 

Qualora questi due colossi orientali decidessero di investire capitali nel Milan, ci sarebbe poco da fare per Mr. Bee Taechaubol, anche se il suo entourage al momento si dice ottimista. Il thailandese deve però riformulare un’offerta che dalle parti di Milanello non è stata accolta al meglio. I cinesi invece sembrano avere una corsia preferenziale, anche per gli ottimi rapporti tra Berlusconi e i suoi vertici governativi. Possibile un ingresso come soci di minoranza per iniziare con un patto per ottenere in futuro la maggioranza del Milan.

 

Redazione MilanLive.it