Mario Balotelli (Getty Images)
Mario Balotelli (Getty Images)

La Gazzetta dello Sport di oggi dedica una doppia pagina alla ‘Super Mario story’, ovvero la carriera tra alti e bassi nei 25 anni da poco compiuti di Mario Balotelli, il rinforzo a sorpresa del nuovo Milan, chiamato per una seconda clamorosa chance. E lo fa a mo’ di videogioco, visto il suo noto soprannome che richiama l’eroe-idraulico lanciato dalla Nintendo ormai un paio di decenni fa.

 

Una vita spericolata, tra start e game over quasi totali, a cominciare dai suoi esordi da giovanissimo nella Lumezzane in Serie C1 prima del passaggio all’Inter, stregata completamente dal talento di questo ragazzo fisicamente e tecnicamente già strepitoso. Balotelli si fa conoscere al grande pubblico il 30 gennaio 2008, quando neanche diciottenne fa sbandare la Juventus in Coppa Italia e regala con una doppietta il passaggio del turno all’Inter. Con Roberto Mancini diventerà arma in più per lo scudetto.

 

La carriera di Mario sembra in grande ascesa, nonostante le prime bizze anche con la maglia azzurra dell’Under 21; nell’Inter di José Mourinho vince tutto, ma il 20 aprile 2010 rompe il rapporto con i suoi tifosi dopo la sfida al Barcellona, rispondendo con gli insulti ai fischi di San Siro. E’ ora di cambiare aria e Super Mario riparte da Manchester, sponda City: lo chiama a se’ ancora il Mancio, che deve però combattere con il suo carattere già prepotente e a tratti incontrollabile.

 

Balo il 23 ottobre 2011 con una doppietta trascina i suoi nel derby con lo United e conquista la città, per poi risultare decisivo nella vittoria della Premier all’ultimo step, entrando in extremis contro il QPR e cambiando la partita, vinta 3-2 dal City. Un momento d’oro alimentato anche dall’ottimo Europeo 2012 con la maglia della Nazionale, in cui si trasforma in super eroe vero e proprio sconfiggendo la Germania quasi da solo, con una doppietta da campione vero.

 

Da lì in poi il calo, che nessuno si sarebbe aspettato visti i vertici toccati in precedenza: il City lo scarica e passa al Milan, dove dopo sei mesi al top nel 2013 con ben dodici reti utili per la conquista del terzo posto Champions, crolla completamente divenendo croce e delizia della squadra prima di Massimiliano Allegri e poi di Clarence Seedorf. Fallisce il Mondiale 2014, giocato con poca convinzione e senza spunti. A rilanciarlo ci prova il Liverpool ma è forse l’esperienza peggiore della sua carriera, pochissime presenze e tutte impalpabili. La Premier bis è una bocciatura, ma mentre le parole Game Over sembravano approssimarsi all’orizzonte, ecco di nuovo il Milan. Per l’ultima partita, quella che dovrà forzatamente essere della rivalsa.

 

Redazione MilanLive.it