Keisuke Honda
Keisuke Honda (Getty Images)

Un vero e proprio polverone quello alzato da Keisuke Honda con le sue recenti dichiarazioni direttamente provenienti dal ritiro della Nazionale giapponese. Un’accusa diretta al Milan ed a Sinisa Mihajlovic, reo di non considerarlo e di avere gerarchie discutibili all’interno del suo spogliatoio. Ovvio potesse succedere con un sergente di ferro che non ha peli sulla lingua, anzi, si è messo spesso in mostra con le sue dichiarazioni tutt’altro che sottili ed esagerate.

 

Come riporta oggi Tuttosport, Honda apre il pentolone di uno spogliatoio che dunque non è unito come tutti sembrano ammettere, visto che sono presenti almeno 3-4 elementi di una certa importanza i quali non condividono le recenti scelte del tecnico. Il giapponese è l’esempio più concreto, visto che era stato lui stesso oggetto di critiche da parte di Mihajlovic e ieri ha risposto senza esclusione di colpi: “Non ho mai fatto così tanta panchina, per fortuna in Nazionale non vivo la stessa situazione“. Conferma che qualche macchia non troppo nascosta a Milanello c’è.

 

Come Honda anche altri veterani soffrono la situazione; c’è Diego Lopez, superato nelle gerarchie da un ragazzo di 16 anni, c’è Nigel de Jong che dopo il rinnovo sofferto ma stravoluto con il Milan si ritrova a fare panchina ogni domenica. Per non parlare di coloro che hanno avuto pochissimo spazio in stagione, da Suso a Nocerino, da Mauri a Rodrigo Ely. Ma per Honda c’è anche dietro un discorso economico: la sua maglia numero 10 è la più venduta nel mondo fra quelle rossonere. Ad oggi sarebbe un danno per il club rinunciare al talento nipponico tanto facilmente.

 

Redazione MilanLive.it