Demetrio Albertini (Getty Images)
Demetrio Albertini (Getty Images)

In esclusiva a Radio Sportiva l’ex centrocampista del Milan Demetrio Albertini ha analizzato l’attuale momento dei rossoneri, elencando quelle che secondo lui possono essere le cause di un’annata che non sta procedendo come previsto prima dell’inizio del campionato: “Non è semplice dire quale sia il problema attuale, probabilmente è tutta questione di testa ma il Milan sta perdendo diverse chance di riagganciare la vetta”.

Un momento difficile sul quale riflettere che l’ex vicepresidente della Federcalcio tenta di trattare punto per punto. Alla richiesta di un’opinione sul tema che ha tenuto banco per tutto il weekend relativo alle dichiarazioni rilasciate da Paolo Maldini all’indirizzo di Adriano Galliani Albertini non vuole rispondere, ma puntualizza: “Quando giocavo io nello spogliatoio del Milan c’erano 14 giocatori milanesi; un gruppo di questo tipo riusciva a trascinare i compagni e riusciva a trasmettere dei messaggi anche ai giocatori stranieri e ai nuovi arrivati. Oggi questo non c’è più, ma nonostante ciò il Milan è gestito come 25-30 anni fa nonostante le cose siano cambiante: servono delle specificità e quella sportiva necessita di professionisti seri dallo scouting al resto. La gestione odierna del Milan è un po’ antica ma solo il presidente Berlusconi può decidere di cambiare le cose”.

Un occhio e due parole poi al calciomercato rossonero, tanto discusso per la cifra spesa in estate e la mancanza di risultati riscontrati ad oggi: “In estate è stata spesa una cifra importante che è servita a gettare le basi per un futuro migliore; io credo che però al Milan serva un progetto, che gli acquisti vadano fatti non solo puntando a soddisfare le esigenze di certi agenti o sui parametri zero ma sui quei profili idonei a riportare il Milan in alto. E’ fondamentale vi sia costanza e tanto lavoro e non cercare solo il colpo all’ultimo momento”.

Un ultimo appunto infine su Sinisa Mihajlovic, il primo allenatore “estraneo” al mondo Milan dopo gli addii a Clarence Seedorf e Filippo Inzaghi: “Personalmente Sinisa mi piace, anche se i risultati non lo stanno premiando. Fino a questo momento dal Milan sono passati diversi tecnici che sono stati sostituiti anche quando le colpe non erano loro. E’ importante valutare un allenatore che venga fuori dall’ambiente rossonero, perchè potrebbe portare novità importanti. E’ giusto non legarsi semplicemente al passato e alle vittorie in carriera. Il brand Milan – conclude Albertini – in Europa sta calando: prima era visto come un riferimento oggi si guarda sempre più ad altre società”.

 

Redazione MilanLive.it