Alexandre Pato (Getty Images)
Alexandre Pato (Getty Images)

Alexandre Pato è pronto e determinato. Dopo le esperienze in Brasile, vuole tornare in Europa e rilanciare la sua carriera nel vecchio continente. L’ex attaccante del Milan è nel mirino di diversi club, soprattutto inglesi, ma recentemente è stato addirittura accostato al Barcellona. A 26 anni ha ancora tutto il tempo per ritornare quello di inizio carriera, quando al Milan (e non solo) era considerato un sicuro fuoriclasse e campione. Poi una brusca sterzata, i tanti infortuni e la cessione al Corinthians, prima di vestire la maglia del San Paolo in prestito. 26 reti in 59 presenze con il tricolor paulista. Un’annata importante e con numeri importanti, ma ora è tempo di tornare del calcio che conta davvero.

In una lunga e interessante intervista rilasciata ai microfoni di Sunday Telegraph, Pato ha parlato così della sua esperienza al Milan: “Sono andato a Milano per realizzare i miei sogni di giocare con Ronaldo e Paolo Maldini. Il Chelsea si interessò all’epoca. Quando sono arrivato a Milano ero molto giovane. Giocavo con Ronaldo, Kakà, Clarence Seedorf, Alberto Gilardino, Filippo Inzaghi, ma di spazio ne ho avuto. Dopo i miei primi infortuni, non stavo facendo un buon lavoro. Tornavo da un infortunio e dopo due partite ero infortunato di nuovo, e questo è durato due anni. Avevo bisogno di cambiare squadra“. 

L’attaccante brasiliano ha raccontato così il mancato passaggio al Paris Saint-Germain: “Il PSG chiamò il mio manager e mi offrì un contratto, ma avevo bisogno di pensare e parlare con la mia famiglia. Il giorno dopo mi chiamò Silvio Berlusconi e mi chiese di restare. Un anno dopo, sono andato in Brasile. Avevo bisogno di tornare indietro. Quando sono tornato in Brasile per giocare, dopo pochi mesi, il mio corpo era perfetto“.

Ma ora testa al futuro. L’obiettivo è giocare in Premier League: “Il mio sogno è quello di tornare in Europa. Voglio un club che giochi la Champions, con ambizione.  Mi piace l’emozione che regala il campionato inglese, gli stadi e l’ambiente. Non credo che la fisicità del calcio inglese possa essere un problema, quando si tiene palla è necessario essere pronti. I difensori qui sono molto forti, mi piace“. 

 

Redazione MilanLive.it