Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi (©Getty Images)

E’ come se un anno dopo non fosse cambiato nulla, anzi, per certi tratti addirittura ci fosse stato un peggioramento della situazione. Il Milan di oggi è stretto parente di quello del 2014 allenato da Filippo Inzaghi. I dati sono praticamente identici: 25 punti conquistati in 16 incontri, pochi gol realizzati e troppi subiti. Solo che nel mezzo si è concretizzato un investimento sul mercato da circa 85 milioni di euro, un cambio di allenatore necessario, dal giovane flop Pippo al più esperto Sinisa Mihajlovic.

La Gazzetta dello Sport analizza questi dati per far capire i motivi dello sfogo di ieri sera arrivato dalla voce di Silvio Berlusconi, il presidente di una squadra che rischia il terzo flop stagionale consecutivo. L’agenzia di stampa Ansa ha riportato in realtà l’umore nero del Cavaliere, praticamente furioso per vedere una ‘squadra poco affiatata’ dispensando colpe e colpevoli, tra i calciatori da cui ci si aspettava di più fino a mister Mihajlovic, uno dei primi imputati nella situazione.

Normale l’ira di Berlusconi, che tra l’altro soffre da matti il non-gioco del Milan, ancora propenso ad agire in contropiede ed incapace di manovrare, proprio quello di Inzaghi che si reggeva sui lampi di Jeremy Menez e qualche spunto di Giacomo Bonaventura. Solo che oggi Mihajlovic ha a disposizione il difensore che voleva (Romagnoli), il centrocampista tuttofare ideale (Bertolacci) e due punte di livello internazionale (Bacca-Luiz Adriano). Con certi mezzi urge fare di più, ma per salvare posto e considerazione il serbo dovrà non solo vincere contro Samp e Frosinone, ma anche convincere. E tanto.

 

Redazione MilanLive.it