Christian Abbiati
Christian Abbiati (©Getty Images)

Le parole rilasciate ieri da Christian Abbiati ai microfoni di Milan Channel devono forzatamente far riflettere in vari punti, comprendendo così il momento paradossale e difficile del Milan. Il portiere veterano, che aveva annunciato pochi giorni prima il suo ritiro a fine stagione dal calcio giocato, doveva essere celebrato nell’ultima di campionato contro la Roma. Come Totò Di Natale a Udine, come Luca Toni a Verona, sarebbe stato un saluto commosso con tanto di ingresso in campo difendendo per l’ultima volta i pali rossoneri.

Abbiati stesso ha spiegato come sia stato proprio lui a chiedere all’amico Cristian Brocchi di non entrare in campo: “Il mister mi ha chiesto se me la sentivo di giocare titolare, ho risposto di no perché non avevo la giusta concentrazione per una partita così importante. Abbiamo dunque pensato di farmi entrare negli ultimi 5 minuti per una passerella finale, ma sono stato io a dire di non volerlo più: la situazione era drammatica“.

Esatto, drammatica, un termine duro ed esagerato che però racchiude pienamente lo spirito di un Milan che al momento non riesce ad eseguire neanche le cose più elementari. L’appello di Abbiati, uno che i colori rossoneri ce li ha nel sangue è significativo, e come scrive la Gazzetta dello Sport è servita la sua saggezza nel consigliare Brocchi di far entrare un altro calciatore, come Davide Calabria in difesa, per evitare che la Roma potesse compiere una mattanza generale. La situazione imbarazzante del Milan di oggi ha evitato anche il saluto del portierone veterano.

 

Redazione MilanLive.it