Vincenzo Montella
Vincenzo Montella (©Getty Images)

Non può che esserci rammarico dopo la partita di sabato sera al San Paolo. Non solo per il risultato negativo, ma perché c’è la convinzione che accontentando Vincenzo Montella sul mercato avremmo avuto una squadra abbastanza competitiva.

Siamo solo all’inizio e dunque non bisognerebbe sbilanciarsi troppo, però la mano dell’allenatore su un gruppo che è praticamente lo stesso della passata stagione si vede. Il Milan a tratti gioca a calcio, le idee ci sono e in parte vengono messe in pratica. Però mancano qualità e personalità di livello per essere più efficaci e, soprattutto, continui nell’arco della partita. Inoltre, si notano pericolosi blackout quando si subisce gol e ci sono delle difficoltà.

A Napoli, dopo 20 minuti molto positivi, la squadra ha subito un contraccolpo emotivo forte dalla rete di Milik e non a caso ne ha subita poi un’altra. A inizio ripresa c’è stata una reazione importante, con tanto di rimonta. Ma in seguito al gol di Callejon, i rossoneri sono crollati ancora. Di certo l’espulsione di Kucka e quella successiva di Niang non hanno aiutato. Completamente sbagliati e inaccettabili i comportamenti dei due calciatori.

Va detto che i gol presi sono soprattutto frutto di errori individuali. Grave far fare a Mertens ciò che voleva. Abate avrebbe dovuto affrontarlo diversamente, cercando di portarlo a fare la giocata sul piede più debole, invece di concedergli troppo facilmente la conclusione sul destro. E anche in marcatura e sui posizionamenti difensivi bisogna rivedere qualcosa, sia sulle palle inattive che in altre situazioni. Su due respinte di Donnarumma (bravissimo e giustamente chiamato in Nazionale) ci siamo fatti anticipare e non doveva succedere.

C’è molto da lavorare, però non possiamo chiedere a Montella miracoli. I giocatori a disposizione sono questi. Ci sono margini di miglioramento possibili, ma non possiamo pretendere la luna. Il mister sul mercato non è stato accontentato, anche se qualcuno ogni tanto se ne esce dicendo che gli acquisti sono stati voluti proprio da lui. Uno dei tanti modi per scaricare le responsabilità sull’allenatore, invece che sulla dirigenza. Inutile poi montare un caso sulle sue battute post Napoli-Milan inerenti i cinesi. Non servivano certamente le parole di Montella, dette con ironia, per capire che il tecnico non potesse essere soddisfatto della campagna acquisti.

Il Milan si è rafforzato davvero? Nessuno degli arrivi dà garanzie e rappresenta una certezza. Bisogna sperare che Galliani ci abbia preso, ma visti alcuni precedenti è normale essere pessimisti. Incrociamo le dita, ma un club come quello rossonero non dovrebbe affidarsi alla fortuna. Il mercato va fatto diversamente.

E’ un Milan del ‘vorrei, ma non posso’, perché le idee di gioco dell’allenatore ci sono e potrebbero anche portarci in una buona posizione di classifica. Però il tutto è frenato da una qualità dell’organico non eccelsa. Sarà difficile spingersi oltre un determinato limite. La colpa, però, è di una proprietà che non ha voluto investire. Come scritto in precedenza, accontentando davvero Montella probabilmente avremmo prospettive migliori. Abbiamo il sarto giusto, ma la stoffa non è di grande pregio. Adesso arrivano i famosi ‘giorni del condor Galliani’ e speriamo che siano gli ultimi della storia rossonera.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)