Milan Pescara
(©Getty Images)

Il Milan reagisce alla sconfitta per 3-0 a Genova battendo 1-0 il Pescara a San Siro. Non una vittoria semplice per la squadra di Vincenzo Montella. Anzi, decisamente sofferta.

Gli ospiti erano partiti con grinta e determinazione contro un avversario più forte, che solo con il passare dei minuti è venuto fuori grazie a una qualità maggiore. Raggiunto il vantaggio con la perla di Jack Bonaventura su punizione, i rossoneri non sono stati abbastanza cattivi da chiudere la partita. Si sono specchiati troppo e hanno fallito alcune ghiotte occasioni. Ciò ha consentito ai ragazzi di Massimo Oddo di prendere coraggio e credere nel pareggio. Un po’ di imprecisione e il miracolo di Gigio Donnarumma sul gran tiro di Memushaj hanno consentito al Milan di non farsi beffare.

Contava vincere e abbiamo vinto, però si poteva faticare meno. E’ pur vero che dalle vittorie sofferte spesso di esce più rafforzati, ma speriamo che davvero sia servita la gara di San Siro per comprendere alcuni errori. A Palermo sarà tutt’altro che facile. I rosanero sulla carta partono sfavoriti, ma per il Milan al Barbera non è mai semplice.

Serve andare avanti con umiltà, cosa che ripetono sia Montella che i giocatori. C’è la consapevolezza che qualcosa di buono lo si sta facendo e c’è un terzo posto che lo testimonia, ma c’è pure la consapevolezza che conterà arrivare in alto alla fine del campionato. Vincere a Palermo sarà importantissimo per confermare la posizione e poi pensare al derby con maggiore serenità. Vincere aiutare sempre un gruppo ad acquisire certezze, fiducia e quella leggerezza nella testa che più volte Montella ha evocato. Tutti elementi che poi consentono di scendere in campo sprigionando il reale potenziale tecnico dei giocatori.

E a proposito dei giocatori, menzione speciale va fatta per Bonaventura e Donnarumma, maggiori artefici della vittoria sul Pescara a San Siro. Jack, oltre al gol (bellissima la dedica ai terremotati), sta riuscendo a interpretare sempre meglio il ruolo di mezzala. Gigio ha solo 17 anni, eppure quasi non stupiscono più i suoi miracoli. Invece bisogna solo fargli i complimenti e auspicare che prosegua così. Bocciati Bacca e Sosa. Eccessive le lamentele del colombiano, autore di una prova tutt’altro che meravigliosa, per la sostituzione a 5 minuti dalla fine. Assente ingiustificato l’argentino, chiamato a dimostrare che i soldi spesi per lui (circa 7-7,5 milioni più ingaggio) da Galliani non sono stati buttati via.

E concludiamo proprio con Galliani. Ieri lo storico dirigente del Milan ha chiarito di non essere disposto a restare nel club con ruoli diversi da quello di amministratore delegato e che la sua carriera merita rispetto. Legittimo, ce ne faremo una ragione. Ma meritavano rispetto anche i tifosi, quando lui ci raccontava il Milan era competitivo e da Champions con squadre inadeguate. Prese in giro. Adesso che le cose vanno bene gonfia il petto e per lui rappresenta quasi una rivalsa nei confronti dei critici. Come se si fossero cancellati tutti gli errori commessi e che lui mai ha riconosciuto.

La statua va fatta a Mauro Bianchessi per aver portato nel settore giovanile rossonero certi talenti che ora ammiriamo. Se abbiamo Bonaventura, è perché le visite mediche di Biabiany andarono male a Marino, allora all’Atalanta, chiamò Galliani per offrigli Jack dopo il fallito passaggio all’Inter. Romagnoli è in rossonero grazie a Mihajlovic, che lo ha voluto fortemente, spingendo Alessio a rifiutare la corte di un Napoli che offriva di più alla Roma. Però se il dirigente brianzolo vuole, possiamo dare a lui i meriti (su Suso e Niang ce li ha) di tutto. Il contentino finale. Tanto dopo il closing si aprirà un nuovo capitolo nella storia del club. E qualcuno se ne dovrà fare una ragione.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)