Milan Lab
Milan Lab (foto dal web)

MILAN NEWS – Costruito nel 2002 per volere di Adriano Galliani e del chiropratico Jean Pierre Meersseman, al costo di quasi 5 miliardi delle vecchie lire, MilanLab è uno dei vanti della società rossonera.

Purtroppo dopo l’era Carlo Ancelotti la sperimentazione si era un po’ fermata e non c’era stata l’evoluzione tecnologica che veniva richiesta. Nel 2013 però è ripartito il progetto, con il centro che è tornato ad essere all’avanguardia e parecchio invidiato in tutto il mondo. Il responsabile attuale è Daniele Tognaccini, che ha recentemente rifiutato l’offerta di entrare nello staff di Leonardo all’Antalyaspor, in Turchia. Premium Sport a tal proposito ne ha approfittato per parlare di Milan Lab, e soprattutto del fatto che la nuova dirigenza sarebbe rimasta colpita dall’efficienza del centro di ricerca scientifica. Al suo interno infatti sono custoditi oltre 2 milioni di dati: si tratta infatti del più grande database del mondo sportivo.

I segreti di Milan Lab e il progetto cinese

Nel corso degli anni Milan Lab ha incuriosito grandi aziende quali Microsoft e altri top club come Manchester United, Chelsea e Boca Juniors nel calcio, San Antonio Spurs, Miami Heat nella Nba, Miami Dolphins nella Nfl e la McLaren nella F1 che vorrebbero copiarne la metodologia. Secondo quanto rivelato da Premium Sport, la dirigenza del Milan vorrebbe esportare la tecnologia del centro medico rossonero anche in Cina. Nuove idee in vista dunque sull’asse Milano-Pechino, dopo l’accordo siglato qualche mese fa con la CNGEF (China Next Generation Education Foundation) che prevede lo sviluppo del calcio, attraverso i colori rossoneri nel paese asiatico.

In una recente inchiesta della redazione de Ilgiorno.it vengono riferiti alcuni dei segreti. Ogni giocatore del Milan è stato infatti accuratamente mappato con diversi test: alcuni – come quello genetico o quello sui tratti psicologici – fatti solo una volta, altri a cadenza giornaliera. Uno dei segreti più interessanti è quello di allenare l’apparato vestibolare e le entrate somatosensoriali per migliorare la coordinazione e la capacità di reazione ad un evento non prevedibile (come, ad esempio, il semplice intervento di un avversario).

Il più spettacolare tra questi esercizi sembra uscito direttamente da ‘Guerre Stellari’: il giocatore viene piazzato all’interno di un macchinario che si muove a 360 gradi e deve centrare con un laser il bersaglio. Notevole anche il miglioramento dei riflessi, toccando led luminosi su una parete: da bradipi a ninja nel giro di tre mesi. Uno dei recenti esempi ha visto come protagonista Manuel Locatelli: in un anno gli allenamenti specifici proposti da MilanLab gli hanno fatto guadagnare circa il 20% della mobilità, correggendogli il modo di correre.

 

Giacomo Giuffrida – Redazione MilanLive.it

MilanLive.it è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato dalle nostre ultime notizie seguici qui: MilanLive.it