Andry Shevchenko
Andry Shevchenko (©Getty Images)

MILAN NEWS – E’ stato uno degli ospiti d’onore dell’evento di Tbilisi, invitato dal padrone di casa Kaka Kaladze a giocare nella sua squadra di stelle. Andriy Shevchenko quando torna in campo fa ancora emozionare.

Il bomber storico del Milan è attualmente c.t. dell’Ucraina, in corsa per un posto ai Mondiali del 2018. Ma il suo pensiero corre sempre al club rossonero, tanto che nell’intervista di oggi alla Gazzetta dello Sport è tornato a parlare del club italiano che gli è rimasto nel cuore. Nonostante ciò Sheva tempo addietro aveva espresso perplessità sulle strategie della nuova proprietà: “Vorrei chiarire. Ho semplicemente detto cosa avrei fatto personalmente in fase di mercato, ovvero inserire al massimo 3-4 titolari nuovi, di grande valore. Sono già tanti per come la penso io. La strada scelta dalla nuova dirigenza è legittima, ma secondo me presuppone un programma a lunga scadenza, e quindi serve pazienza da parte di tutti: si riparte da zero, per ora è stato comprato il futuro, i fuoriclasse veri arriveranno invece probabilmente fra uno-due anni se il Milan avrà nel frattempo riguadagnato il posto che merita nel calcio che conta”.

Shevchenko ha poi detto la sua sull’imminente derby Inter-Milan, che vedrà i rossoneri alla caccia di un successo ‘forzato’: “Non so come finisce, ma di sicuro è gia di fatto un primo dentro o fuori per il Milan. Il derby del mio cuore? Il ritorno della semifinale di Champions nel 2003. In città c’era una tensione pazzesca, ma io avevo una grande qualità: quando entravo in campo intorno a me facevo mentalmente il vuoto, sparivano pubblico, bandiere e cori; avevo solo campo e avversari in testa e negli occhi. Poi c’erano due simboli come Zanetti e Maldini“.

Sheva ha vissuto un’era molto diversa da quella attuale, quando vestiva la maglia del Milan. C’erano tanti campioni in squadra e dunque anche per i nuovi era più facile inserirsi. La nuova società ha acquistato undici nuovi giocatori, alcuni dei quali devono già fare i leader, e pertanto diventare gruppo è più complicato e richiede tempo.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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