Milan, Bonucci e il passato interista. Tra scudetti, Balotelli e discoteche

Leonardo Bonucci
Leonardo Bonucci (©Getty Images)

MILAN NEWS – Strana davvero la vita di Leonardo Bonucci. E’ successo di tutto nella carriera di questo difensore classe ’87 e nativo di Viterbo. Oggi è capitano del Milan, mentre per anni è stato leader indiscusso della Juventus con cui ha vinto sei scudetti di fila.

Ma forse qualcuno non ricorda che Bonucci una decina di anni fa approdò nella Primavera dell’Inter, dove fu uno dei talenti di maggior qualità e dal futuro assicurato. Riuscì anche ad esordire in prima squadra, entrando nel novero di quei pochi calciatori che in carriera hanno indossato le maglie delle tre grandi del Nord.

News Milan, Bonucci e l’esperienza all’Inter raccontata dai compagni

La Gazzetta dello Sport ha ripercorso quegli anni da interista di Bonucci interpellando alcuni dei suoi dirigenti, tecnici e compagni dell’epoca. Inizia l’osservatore Sergio Innocenti: “Torneo ad Abu Dhabi. L’Inter cerca un portiere del 1987 e nella Viterbese gioca Goletti, il cugino di Leonardo. Lo prendono, allora noi convinciamo Beppe Baresi a portare anche Bonucci. Lui accetta, alla fine l’Inter firma per un prestito gratuito con riscatto a 40mila euro”

Vincenzo Esposito era l’allenatore di quella Primavera che nel 2007 vinse lo Scudetto con merito: “Avevo un gruppetto di esperti che consultavo. Fautario, Bonucci, Figliomeni, Tornaghi. Prima della finale la società ci ha chiesto se volevamo Andreolli, un ‘86 come rinforzo. Hanno risposto che erano arrivati fin lì da soli, se la volevano giocare. Due ore prima della partita qualcuno ha visto Balotelli che mangiava un gelato enorme, contro tutte le regole. Li ho chiamati: “Secondo voi devo tenerlo fuori?”. Hanno deciso di lasciar perdere. Leo non aveva rapidità nel breve ma è stato esigente con se stesso e intelligente: bravo”.

Gli ex compagni di Bonucci hanno avuto carriere molto diverse, ma lo ricordano tutti come un combattente dalle qualità in ascesa: “Al tempo avrei detto che sarebbero arrivati in alto Balo, Bolzoni, Ribas e Biabiany. Leo all’inizio ha fatto un po’ di panchina a Mei, un ‘89, però voleva arrivare, era sempre concentrato. È stata la sua arma, non aveva grandi doti atletiche ma ha imparato tanto” – ammette il portiere Paolo Tornaghi.

L’ex Siena Francesco Bolzoni aggiunge: “Non si è fatto condizionare da chi diceva non sarebbe arrivato”. L’altro centrale Conrotto invece ricorda: “Sono obiettivo, non ho rancore: aveva qualità. Il burlone del gruppo era Litteri, ma anche Leo era simpatico. In finale mi arrivò una pallonata in faccia, fortissima. Lui arrivò e con l’accento viterbese mi disse: “Tanto sei brutto uguale oh”.

Infine un aneddoto simpatico raccontato da Figliomeni, attualmente a Foggia ed ex compagno di stanza di Bonucci: “Io, lui e qualche altro rompevamo le scatole a Balotelli, che usava un cappellino rosa col teschio invece di quello nerazzurro. Noi: “Mario, hai rotto”. Lui: “Non importa, pago la multa”. Una volta, era domenica, io e Leo volevamo andare a ballare e Mario insisteva: “Vengo anch’io”. Ovviamente non poteva, era minorenne. Ho convinto Leo a portarlo e lui, serio: “Mario, se ci beccano ti ammazzo”.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it