Massimiliano Mirabelli Vincenzo Montella Marco Fassone
Massimiliano Mirabelli, Vincenzo Montella e Marco Fassone (©Getty Images)

Sembrano lontani i tempi in cui ci gasavamo per le “cose formali” dopo i colpi di mercato estivi del Milan. Sapevamo che sarebbe servito del tempo per amalgamare bene una squadra con undici nove acquisti, dei quali almeno sette titolari, ma non pensavamo che al 20 ottobre saremmo stati in questa situazione.

Al Milan regna la confusione e il progetto tecnico portato avanti da Vincenzo Montella non convince affatto. Il 3-5-2 invocato a gran voce per settimane e poi adottato dal mister a partire dalla trasferta di Vienna in Europa League di fatto non sta valorizzando nessun giocatore, neppure gente come Bonucci e Biglia che quel modulo lo conoscono bene per i loro trascorsi con Juventus e Lazio. Paradossalmente l’unico ad averne beneficiato è Borini, reinventatosi con profitto come esterno di centrocampo.

C’è qualcosa che non va, indubbiamente. Giocatori di qualità come Bonaventura, Suso e Calhanoglu sono pesci fuor d’acqua con questa disposizione. Montella nel deludente pareggio per 0-0 contro l’AEK Atene li ha schierati tutti e tre fuori ruolo e solo lo spagnolo ha regalato qualche lampo, mentre gli altri due hanno deluso completamente. Il mister continua a sperimentare e chiede tempo, però non ha dato certezze alla squadra e quelle poche che c’erano dalla scorsa stagione sono scomparse. Ci riferiamo soprattutto ai già citati Bonaventura e Suso, che impiegati malamente non rendono come facevano in passato.

Ovviamente il problema del Milan non può essere solo il modulo. Ci sono aspetti mentali e di gioco che mancano. La squadra ha regalato un tempo all’AEK Atene, come era avvenuto già nel derby con l’Inter. Ci si attendeva una partenza sprint, anche per dimostrare la voglia di riscatto dopo tre k.o. di fila ma così non è stato. Nella ripresa la reazione c’è stata e le occasioni non sono mancate, però niente concretezza e sempre poca coralità nella manovra. Montella ha fatto intendere che c’è un blocco mentale nei suoi calciatori e che manca tranquillità, però non sappiamo se sarà in grado di farli svoltare. Oggi più che mai abbiamo dubbi pure sul mister, che ci sembra in confusione. E la confusione la crea lui stesso coi continui cambi.

Dubbi su Montella comincia ad averceli pure la società. Massimiliano Mirabelli ha detto chiaramente che tutti dipendono dai risultati e che ciascuno ha il proprio tempo. Nonostante la fiducia più volte ribadita, per la prima volta è sembrato scricchiolare qualcosa tra il direttore sportivo del Milan e Montella. Seppur l’allenatore abbia smontato il ‘caso’ sostenendo che c’è unione con la dirigenza, la sensazione è che in caso di fallimento contro il Genoa possa essere esonerato. E anche se dovesse salvarsi, poi ci sarebbe il match contro il Chievo Verona da non fallire prima del test contro la Juventus. Serve una svolta. Deve cercare di darla Montella, altrimenti toccherà a un altro tecnico.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)