Aleksander Ceferin
Aleksander Ceferin (©Getty Images)

NEWS MILAN – Com’è risaputo, il club rossonero in queste settimane è in costante contatto con l’UEFA per cercare di ottenere il ‘voluntary agreement’, un regime che consentirebbe di evitare tutte quelle sanzioni invece previste col ‘settlement agreement’.

Il 9 novembre Marco Fassone e altri dirigenti del Milan sono andati a Nyon per presentare tutta la documentazione necessaria. Circa 150 pagine dove è stato esposto nel dettaglio il business plan della società, con le strategie per aumentare il fatturato e arrivare al pareggio di bilancio nei tempi previsti. L’UEFA ha chiesto documenti ulteriori per ottenere degli approfondimenti su alcuni temi, in particolare la proprietà cinese e dunque Yonghong Li.

News Milan, Ceferin (UEFA) su Yonghong Li e voluntary agreement

Aleksander Ceferin, presidente dell’UEFA, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica è stato interpellato proprio sulla proprietà del Milan, che risulta essere di Yonghong Li e che tanti dubbi ha creato in questi mesi: «Ci stiamo lavorando, non posso dire nulla. Sono preoccupato, ma vediamo che cosa succede».

Anche dalle rassicurazioni del club sulla solidità dell’uomo d’affari cinese può dipendere la decisione dei vertici di Nyon in merito alla richiesta di ‘voluntary agreement’ avanzata da Fassone: «A metà dicembre l’organismo competente si pronuncerà. Settlement agreement? Tutto è possibile, ma è prematuro parlarne».

Ceferin non nasconde l’intento con l’UEFA e gli altri organismi calcistici di combattere contro le proprietà calcistiche nebulose: «Soprattutto nei piccoli club. Il problema è serio, serve un fronte comune: Uefa, Fifa, leghe e governi, come per il match fixing lavorano polizia e governi. Abbiamo creato la sezione Protection of the game e un’intelligence».

Al presidente dell’UEFA è stato chiesto anche di Andrea Agnelli, divenuto presidente dell’ECA ma che in Italia è stato inibito per la nota vicenda dei rapporti con gli ultras della Juventus: «Non posso pronunciarmi, c’è un processo d’appello. Personalmente ho molta fiducia in lui: il suo lavoro sarà utile per il calcio, europeo e italiano».

 

Matteo Bellan