Montella
Vincenzo Montella a Doha (©getty images)

MILAN NEWS – Dalla gloria alla sconfitta più amara. Il cammino di Vincenzo Montella con il Milan, durato circa un anno e mezzo, è stato altalenante, mai banale ma fin troppo paradossale per i gusti di tifosi e dirigenti.

La Gazzetta dello Sport ripercorre la storia del tecnico campano alla guida del Milan, preferito nel giugno 2016 ad altri concorrenti come Brocchi (votato da Berlusconi) o Giampaolo (il preferito di Galliani). Il paradosso assoluto della sua gestione è che lo scorso anno, con in mano un Milan povero e una rosa cortissima, Montella è riuscito a riportare i rossoneri in Europa, soprattutto grazie ad un girone d’andata giocato con intensità, grinta e generosità. L’ideazione di un 4-3-3 magari non bellissimo da vedere ma molto concreto, l’esplosione di talenti come Suso, Deulofeu, Locatelli e Calabria.

Il punto più alto è stato certamente quello di Doha, della finale di Supercoppa Italiana vinta ai rigori contro la Juventus. Un bel Milan ha spazzato via le resistenze bianconere ed è tornata ad aggiudicarsi un trofeo in bacheca, l’ultimo dell’era Berlusconi. Poi nel 2017 il cambio di proprietà, gli infortuni, una dirigenza nuova di zecca, il calciomercato folle della scorsa estate. Tanti fattori che, a detta di Montella, hanno tolto certezze alla sua squadra e alzato fin troppo l’asticella e le esigenze generali. Il punto più basso è stato il k.o. di settembre contro la Sampdoria a ‘Marassi’, uno 0-2 secco, imbarazzante e decisivo. Da quella domenica Montella ha perso serenità e forse la fiducia di gruppo e ambiente. Inevitabile poi l’esonero di ieri, per un tecnico bravo ma sfiduciato, che resterà nella storia come colui che ha regalato l’ultima coppa della gloriosa epoca berlusconiana.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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