Marco Bellinazzo
Marco Bellinazzo (©Getty Images)

MILAN NEWS – Anche prima del previsto il Milan ha ricevuto il verdetto dell’UEFA riguardo alla richiesta di entrare nel regime del ‘voluntary agreement’ aggirando così sanzioni e restrizioni legate al bilancio in passivo del club.

Il secco ‘no’ della commissione di controllo di Nyon è una brutta notizia per i rossoneri, che dovranno rimboccarsi le maniche anche se già parzialmente consapevoli del fatto di non aver convinto appieno l’UEFA con il proprio piano finanziario per i prossimi cinque anni circa. Ma il giornalista Marco Bellinazzo, tramite il suo blog sul Sole 24 Ore, ha messo in evidenza un altro particolare che sarebbe stato decisivo per la risposta negativa odierna.

Bellinazzo punta il dito sulla figura di Yonghong Li, che pare non aver affatto convinto i controllori di Nyon, poco attratti dall’idea di dar fiducia ad un uomo d’affari totalmente sconosciuto nel mondo della finanza: “Il banco è saltato quando, tra le 30 domande poste al Milan dalla Uefa, la quasi totalità ha riguardato la consistenza patrimoniale di Yonghong Li. La Uefa non ha ottenuto adeguate garanzie e la bomba sganciata dal New York Times ha fatto il resto. La Uefa non ha alcuna intenzione di legittimare ufficialmente una proprietà di cui non si fida“.

 “I ricavi sono considerati troppo bassi per fare fronte alle perdite e la partecipazione alle Coppe non è quel volano che ti può far impennare i ricavi di 300/400 milioni come stimavano al Milan”.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

MilanLive.it è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato dalle nostre ultime notizie seguici qui: MilanLive.it