Nikola Kalinic
Nikola Kalinic (©Getty Images)

MILAN NEWS – Non è mai bello o elegante sparare sulla croce rossa, ma nel caso di Nikola Kalinic è giusto evidenziare i suoi numeri per capire l’errore di mercato del Milan.

L’attaccante croato, arrivato in estate dalla Fiorentina per 25 milioni di euro, rappresenta agli occhi di tutti il flop di mercato assoluto della scorsa sessione estiva, la prima guidata da Massimiliano Mirabelli come direttore sportivo. Un colpo che doveva arricchire e donare all’attacco rossonero quantità e senso del gol, ma i numeri finora dicono tutt’altro. La partenza era stata però molto incoraggiante: Milan-Udinese 2-1, quarta giornata di campionato. 85 minuti in campo e tre reti per Kalinic (una annullata dal VAR), oltre ad un gran numero di sponde e di palloni giocati in fase offensiva. Ma da quel match fortunato in poi, l’ex viola si è eclissato, come se bloccato ed impaurito.

Il punto più basso l’ha raggiunto in Milan-Torino dello scorso novembre: 4-5 occasioni da reti nitide cestinate e i fischi di San Siro che lo hanno innervosito e depresso. Un accenno di risveglio si è intravisto nella trasferta di Benevento, primo match con Gennaro Gattuso in panchina. Nell’occasione Kalinic segnò una delle due reti per il Milan, che tra l’altro fu l’ultima ufficiale in campionato, risalente ormai a 4 mesi e cinque giorni fa.

Una media di un gol ogni 355 minuti giocati, tre assist vincenti ma anche una miriade di palloni distribuiti in zone poco decisive del campo. Scarso feeling con la porta avversaria e una media-voto che sfiora il punteggio di 5.6 per restare ottimisti. Insomma Kalinic è tutto fuorché l’attaccante utile per il salto di qualità del Milan, bensì un calciatore fisico, abile a giocare di sponda, ma praticamente nullo quando c’è da mettere lo zampino vincente.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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