Gennaro Gattuso
Gennaro Gattuso (©Getty Images)

MILAN NEWS – A tratti Gennaro Gattuso sembra essere più un manager all’inglese, che un ‘classico’ allenatore all’italiana. Oggi nella conferenza stampa alla vigilia di Milan-Hellas Verona, ha parlato oltre che di campo, anche dei singoli e del loro futuro.

La stagione è ormai quasi conclusa, il Milan deve ancora giocarsi la finale di Coppa Italia e in campionato conquistare il sesto posto valido per l’Europa League, ma Gattuso ha inevitabilmente risposto a domande anche sulla programmazione in sede di mercato della prossima stagione: “Ho sempre detto che per migliorare questa squadra servono tre barra quattro giocatori. Che siamo giovane è un dato di fatto, ci vuole mentalità e spirito nello spogliatoio, l’asticella spesso la alza chi ha già giocato certe partite. Può essere vero che cerchiamo giocatori di esperienza, ma non bastano. Si va alla ricerca anche di leadership e di chi sa giocare bene a calcio”. Sempre in perfetto stile ‘manager inglese’ Gattuso ha parlato del futuro di Giacomo Bonaventura, il quale in queste ultime settimane è stato al centro di indiscrezioni di calciomercato.

Il Milan nella rosa attuale ha diversi giocatori in esubero, tra questi Hachim Mastour e Gustavo Gomez. Questo il pensiero di Gattuso: “Ho minacciato Mastour dicendogli che è più bravo nei video che in campo. Si è allenato con professionalità, l’ho stuzzicato spesso. Mi ero messo d’accordo con Lupi per farlo giocare in Primavera. Ha impegno, passione. Se lo conosci è un ragazzo con cui si può parlare. Il treno è passato, ma non ha 50 anni. Ne ha 20, deve far tesoro dei guai che ha combinato, ma i colpi li ha. Un po’ di cambiamenti li ho notati e deve continuare così. Gomez doveva andar via, non ci son state le condizioni. Parlo spesso con lui, si allena sempre, ha saltato pochissimi allenamenti con me. In questo momento ha giocatori davanti che mi danno maggior affidabilità. Ma il rapporto è buono, non ho avuto problemi. Tante volte viene in ufficio, parliamo di calcio sudamericano”.

Chiusura su Nikola Kalinic, il quale sin qui è stato l’unico che ufficialmente ha subito un pesante rimprovero e castigo da parte di Gattuso: “Ho un ottimo rapporto con tutti. Però ci sono i momenti in cui bisogna assumersi delle responsabilità. Qui abbiamo dei doveri. La vittoria e la sconfitta non si tratta allo stesso modo: quando si perde deve bruciare, quando si vince si può anche sorridere. Vincere e perdere non è uguale. Kalinic si allena sempre, è professionale, si ferma a fare un qualcosa in più. Sì, ci mancano i gol degli attaccanti, ma bisogna metterli in condizione”.

 

Giacomo Giuffrida – Redazione MilanLive.it