Paolo Scaroni (foto AC Milan)

MILAN NEWS – Dal luglio scorso il presidente del Milan è tornato ad essere un rossonero doc. Paolo Scaroni, uno dei dirigenti d’impresa più ambiziosi ed esperti d’Italia, si è preso l’onere e l’onore di rappresentare il club.

Dopo la caduta dell’era cinese, Scaroni è stato indicato da Elliott Management come il patron ideale: maturo, milanista verace, una persona seria e cristallina. Oggi la Gazzetta dello Sport ha pubblicato un’intervista fatta al numero uno rossonero che mette in risalto i progetti futuri e non solo.

News Milan, Scaroni: “Il piano per riportare il club al top”

Scaroni non ha peli sulla lingua e ha subito spiegato come è nata l’idea di farlo presidente del Milan: “Sono entrato nel Cda su segnalazione di Elliott e già all’epoca mi fu detto che se loro fossero mai diventati proprietari del Milan, avrebbero potuto pensare a me come presidente. Io diedi la mia disponibilità, anche se all’epoca era difficile pensare che sarebbe potuto capitare davvero. Per un milanista fare il presidente del Milan non è mica male. Sarà ancora più divertente quando avremo un amministratore delegato, perché io lo sono di complemento. In realtà sono impegnatissimo, ma serve qualcuno che lo faccia come lavoro fisso”.

Le trattative per il nuovo AD rossonero sono ormai avanzate, con il nome di Ivan Gazidis sempre in pole: “Non abbiamo fretta, e soprattutto non voglio metterla a Elliott. Non esiste una dead line, diciamo che entro qualche settimana il problema sarà risolto. E’ una scelta che non va fatta sotto pressione. Dovrà essere una figura con una fortissima connotazione commerciale. Per quanto riguarda Gazidis, si tratta di un soggetto che ha già un datore di lavoro e non è bello parlarne”.

Scaroni ha poi descritto l’impegno di Elliott come proprietario del Milan ed il suo progetto futuro: “L’impatto è pazzesco. Quindi Elliott da un lato guarda a questo investimento dal punto di vista finanziario, e dall’altro come qualcosa che può giovare alla reputazione. A loro interessa che il Milan torni a essere quel Milan che ha fatto innamorare 400 milioni di persone in tutto il mondo. Hanno un disegno a 3-5 anni. Liverpool e Arsenal, per esempio, vengono valutati 2 miliardi di sterline. Occorre creare valore e per farlo serve tempo. Un club come il Milan deve ottenere risultati sportivi, e i fasti si riferiscono a questo. In termini economici invece non possiamo dimenticare che il Milan fatturava 200-210 milioni nel 2003 e oggi siamo ancora alla stessa cifra. Nel frattempo Real, United e City sono aumentati di quattro volte. Soldi e risultati sportivi devono avanzare insieme. La parte sportiva non può andare per conto proprio, occorre un lavoro manageriale alle spalle”.

Intanto il Milan si gode un management totalmente rossonero, dalle scrivanie al settore tecnico: Gattuso ha tutta la fiducia della società, e in particolare di Leonardo e Maldini. Una fiducia che poggia su una base solida: a parlare per lui sono i risultati”.

Impossibile non parlare infine degli intricati rapporti con l’UEFA, che accoglierà a breve il Milan per nuovi dialoghi: “Siamo in attesa delle motivazioni del Tas, immagino fra due-tre settimane. Avremo una sanzione, e dovremo anche essere credibili nei piani per i prossimi anni. Se noi scriviamo, come avvenuto in passato, che le cose andranno benone perché si incassano 150 milioni dalla Cina, credibili non lo siamo. Mi sono comunque fatto l’idea che il doppio cambio di proprietà possa indurre la Uefa a essere un po’ più flessibile. O almeno, queste sono le mie speranze. Non si sento di escludere il Voluntary perché il nostro sarà un caso un po’ speciale. In caso contrario, faremo i conti col Settlement“.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

 

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