Yonghong Li
Yonghong Li (immagine AC Milan)

MILAN NEWS – Il Milan ormai da un paio di mesi ha deciso di guardare avanti, di cambiare marcia e rivoluzionare ancora una volta l’interno della propria società.

Resta però il mistero legato alla proprietà cinese, che per più di un anno ha gestito il club, e soprattutto su Yonghong Li, manager asiatico che è letteralmente scomparso dalle scene dopo il mancato aumento di capitale di giugno scorso. L’attuale presidente Paolo Scaroni, all’interno della lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, ha rilasciato qualche battuta anche su mister Li.

Sorpreso negativamente Scaroni dall’atteggiamento e dalle promesse mancate dal cinese: “L’epilogo del 21 luglio è stato inaspettato perché nessuno, a cominciare da me, immaginava che Li Yonghong non facesse fronte a degli aumenti di capitale da lui stesso deliberati e scritti un anno prima. Quando l’ultimo aumento non è andato a buon fine è stata una sorpresa per tutti. Sorpresa doppia: che non avesse il denaro, e che non abbia cercato di vendere il club ai potenziali acquirenti. E così mi sono ritrovato presidente in modo del tutto inatteso. Per me il comportamento di Mister Li è inspiegabile: un signore che fa un piano e non rispetta il suo stesso piano”.

Ecco cosa non avrebbe funzionato all’interno dell’era cinese del Milan secondo l’opinione di Scaroni: “Il continuo tira e molla sui soldi. Le squadre vincono le partite, ma i campionati li vincono le società. Si passava il tempo a parlare di milioni mancanti e certe cose arrivano fino allo spogliatoio. I famosi ultimi 32 milioni dovevamo averli per forza perché se non fossero stati messi non avremmo potuto iscriverci al campionato: come fa un club come il Milan a campare in questo modo? Si crea un senso di precarietà deleterio per tutti. Mentre per quanto riguarda la campagna acquisti, vedo che Leonardo e Maldini hanno smontato molto di ciò che era stato allestito. Un motivo ci sarà pure”.

La definizione finale su Yonghong Li è una vera e propria sentenza negativa: “Un vero punto interrogativo che non è stato evaso e che forse non lo sarà mai. L’ho visto tre volte nella mia vita, non gli ho mai parlato perché non parla nessuna lingua a parte il cantonese. Ma a me non interessa nulla di quello che è successo, guardo avanti. Di certo è stata una vicenda inspiegabile, non ci ho capito un accidente, ma io penso a cosa deve fare il Milan nei prossimi due anni, non a Mister Li”.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

 

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