M'Baye Niang
M’Baye Niang (©Getty Images)

M’Baye Niang all’ennesimo tentativo di rilanciarsi, dopo una stagione al Torino con più bassi che alti. Il prestito al Rennes è un’occasione che il 23enne attaccante conta di sfruttare.

Il giovane francese è stato portato in Italia nel 2012 dal Milan, dove ha fatto intravedere sprazzi di talento senza mai riuscire però a fare il salto di qualità atteso. Rendimento altalenante che lo ha portato anche ad essere ceduto in prestito per tre volte (Montpellier, Genoa e Watford) durante l’esperienza rossonera. Poi nell’estate 2017 il trasferimento al Torino, dove era stato richiesto fortemente da Sinisa Mihajlovic. Un investimento da circa 15 milioni di euro per Urbano Cairo. Ma come detto in precedenza, Niang ha deluso e per questo è tornato in Francia.

Ex Milan, Niang al Rennes per riscattarsi

Niang ha rilasciato un’intervista al quotidiano L’Equipe per spiegare le ragioni che lo hanno portato a lasciare la Serie A. Il giocatore conferma la voglia di riscattarsi in Francia, la sua terra, e ritiene il Rennes la scelta giusta per lui: «In Italia era diventato tutto più complicato, sono andato via perché avevo il bisogno di ritrovare il sorriso e la gioia di giocare a calcio. Non sono d’accordo con chi dice che il Rennes stia un gradino sotto, sono venuto in un club che ha tante ambizioni. Ho un’idea in testa per rilanciarmi e ho voluto seguire la logica. Al Torino ho avuto degli alti e bassi, la stagione è andata bene da novembre a marzo e poi tutto si è fatto più complicato. Ho giocato tanti anni in Italia, ho fatto quello che dovevo fare anche in club importanti come il Milan. Mi sono fatto trovare pronto quando sono stato chiamato in causa».

L’ex attaccante del Milan è consapevole di non aver espresso il massimo del proprio potenziale in Serie A, anche se non è del tutto insoddisfatto di quanto ha fatto. A proposito della sua esperienza in Italia, Niang dice: «Quando a 16 anni entravo in campo lo facevo per divertirmi ed è per questo che mi riuscivano giocate niente male. Ero spensierato, poi mi hanno cominciato a conoscere e non è stato più così. Quando hai in squadra giocatori come Mexès, Ambrosini, Robinho, Boateng e Abbiati è sicuramente più facile vincere i momenti più turbolenti. Sono comunque felice di aver commesso i miei errori in passato perché mi hanno permesso di crescere e di poter diventare un giorno un padre con la testa a posto».

 

Matteo Bellan

 

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