Giovanni Trapattoni e Luigi Radice (foto twitter)

MILAN NEWS – Il destino è beffardo ed a volte anche sorprendente. Luigi Radice, grandissimo calciatore ed allenatore del passato, ci ha lasciati in un momento davvero particolare.

Il compianto ex tecnico di Cesano Maderno, scomparso lo scorso 7 dicembre, assisterà dall’alto al suo derby per eccellenza, ovvero la sfida Milan-Torino di questa sera a San Siro. Per ‘Gigi’ le due formazioni rappresentavano le due anime più forti della sua carriera calcistica. Con il Milan da calciatore è diventato un terzino sinistro di alto livello ed è anche riuscito a vincere la prima storica Coppa dei Campioni in finale contro il Benfica nel 1963. Mentre era legatissimo all’esperienza con il Torino da allenatore, visto che nel 1976 riportò lo Scudetto ai granata diventando un vero e proprio eroe per la gente torinese.

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Come scrive Tony Damascelli nel suo editoriale per Il Giornale, Gigi Radice è stato il precursore del calcio moderno, spettacolare, fatto di bel gioco ed intraprendenza, di pressing a tutto campo ancor prima che arrivassero i cosiddetti ‘professori’ internazionali ad imporre il proprio credo. Milan e Torino questa sera hanno il dovere di ricordare ed onorare la memoria di Radice giocando una gara bella e convincente, facendo sì che l’insegnamento dentro e fuori dai campi da gioco del grande Gigi non si disperda così facilmente. Ma il suo calcio è qualcosa che può dichiararsi quasi scomparso, lontano anni luce dalle logiche che pervadono quello attuale in Italia.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it